La Rocca dei Vescovi - Luoghi Fantasma

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La Rocca dei Vescovi

Luoghi Fantasma > Italia > Veneto
Provincia: Vicenza
Tipologia: Fortificazione
Stato attuale: Ruderi
Età edificazione: IX secolo
Età abbandono: XVI secolo
Motivo dell' abbandono: Distruzione
Accesso: Su sentiero
Modalità di visita: Con restrizioni
La Rocca è sempre stata luogo di riparo per i Vescovi di Vicenza e sembra fosse fortificata fin da prima del X secolo.
Un primo documento attesta la concessione imperiale di Ottone III del castello, probabilmente fino ad allora un semplice torrione squadrato, al Vescovo di Vicenza.
Altri documenti che testimoniano con certezza il possedimento risalgono al XII secolo.

Nella sua compiutezza doveva essere un edificio piuttosto imponente adatto a far fronte a lunghi, e non rari per quei tempi bui e pericolosi, periodi di permanenza del Vescovo.
È facile intuire, anche se non vi sono testimonianze, che il maniero sia stato più volte assediato ed incendiato.
Atti notarili riferiscono che il vescovo Bartolomeo da Breganze cede, nel XIII secolo, l'uso e la manutenzione del castello alla chiesa e alla comunità locale di Brendola, con l'obbligo di offrire riparo al vescovo in caso di necessità.
Successivamente, il paese ed il suo castello, subiscono gli avvenimenti delle signorie dominanti nel Veneto.
Nel 1337 viene ceduto ai Carraresi, nel 1353 se ne impossessa Cangrande della Scala che successivamente lo dona ai Vicentini.
Nel 1404 Vicenza, e tutto il suo territorio, si dona alla Serenissima Repubblica di Venezia e ne seguirà le sorti.

Lo splendore e le glorie della rocca terminano nel XVI secolo, quando le truppe di Bartolomeo d'Alviano, comandante militare della Serenissima, incendiano e distruggono i punti vitali del maniero, allo scopo di impedirne l'utilizzo alle incalzanti truppe della Lega di Cambrai, calate in Veneto per conquistare Venezia.
Da quel momento quei ruderi diventano muti testimoni del tempo che passa e delle tumultuose vicissitudini dei nostri secoli.
E, dopo cinquecento anni, il tempo ce li restituisce in gravissimo stato di abbandono e precarietà.
Negli ultimi anni (1980-89 / 2005-06) si è provveduto ad un buon intervento di restauro conservativo, in cui le aggiunte strutturali in pietra, per la sicurezza statica dei ruderi, sono perfettamente visibili, permettendoci di leggere in tutto il loro drammatico fascino i segni del tempo e della storia, consentendo l'accesso esterno al pubblico.
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Articolo: Simone Caneva

Foto: Simone Caneva
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