Abbazia di San Galgano - L'abbazia decaduta - Luoghi Fantasma

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Abbazia di San Galgano - L'abbazia decaduta

Luoghi Fantasma > Italia > Toscana
Provincia: Siena
Tipologia: Abbazia
Stato attuale: Rudere
Periodo edificazione: XII secolo
Periodo abbandono: XVI secolo
Motivo abbandono: Decadenza ordine monastico
Accesso: Su sentiero
Modalità di visita: Con restrizioni
La splendida abbazia di San Galgano si trova in provincia di Siena, nel comune di Chiusdino, ed è famosa e apprezzata in tutto il mondo.
In origine era un complesso monastico costituito dall’abbazia stessa e da un eremo detto anche Rotonda di Montesiepi; l’abbazia oggi è praticamente in rovina, ci sono solo le mura, manca il tetto che mette in risalto le strutture architettoniche e il turismo che la contraddistingue l’accomuna ad abbazie simili presenti in altri stati, ma pare che questa, almeno così dicono, sia la più bella in assoluto.
San Galgano fu un uomo che in giovinezza fu estremamente libertino e disordinato, ma in età matura si redense e ebbe una vita monastica da esempio per tutti.
Nel 1180, un anno prima della sua morte, San Galgano giunse presso l’attuale sito del monastero, quando ancora non c’era, e infisse la sua spada nel terreno per renderla una croce al fine di pregare; ad oggi, in quello stesso luogo, da un masso nel terreno spuntano una traversa metallica e un pezzo di spada che sono protetti dal plexiglass.
Potrete immaginare le analogie che sono state fatte nel tempo con il mito della tavola rotonda di re Artù e San Galgano…
L’abbazia fu eretta nel 1185 e il monastero fu eretto qualche anno dopo, queste furono erette per volontà dei cistercensi, monaci cui San Galgano si votò negli ultimi ani di vita.
La storia del luogo fu molto intensa sino al 1503, quando il complesso fu affidato ad un abate commendatario dopo un periodo di decadenza già piuttosto marcato a causa della decadenza stessa dell’ordine cistercense.
Questi accelerò solamente il processo di disfatta del complesso che si indebitò e un altro abate vendette il tetto di piombo della abbazia; questo segnò la vera e propria fine di questo splendido complesso poiché senza tetto, ovviamente, le strutture iniziarono a rovinarsi molto rapidamente e, da scritti storici, nel 1662 si legge che la chiesa è oramai ridotta in un modo che non può essere ulteriormente peggiorato.
Negli anni successivi subentrarono i crolli, prima semplici mura, poi le volte, infine il campanile. La campana fu fusa per farne bronzo, nonostante risalisse al trecento e fosse di grosso valore.
Una volta sconsacrata, per un periodo, divenne una fonderia e il monastero fu comprato e ristrutturato per farne una fattoria.
Solo nel 1924 è iniziato un restauro a scopo conservativo che ha permesso di far giungere questa struttura ai giorni nostri nelle condizioni in cui la possiamo osservare.
In questo magico posto hanno girato moltissimi clip e film, poiché si considera un luogo unico ed un’ottima location per qualsiasi tipo di riprese.
Da Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_San_Galgano la lista delle riprese effettuate:
“Nostalghia di Andrej Tarkovskij (1983), Il paziente inglese di Anthony Minghella (1996)[15], Paolo Barca, maestro elementare, praticamente nudista con Renato Pozzetto (1975)[16] e la scena finale del film Il riposo del guerriero di Roger Vadim (1962)[16].
All'interno della chiesa è stato anche girato il videoclip dei Pooh La casa del Sole[17].Inoltre nell'abbazia è stato girata una scena del film di Checco Zalone Sole a CatinelleL'interno della chiesa appare anche nel film del 1985 "La ragazza dei lillà" di Flavio Mogherini, con Laurent Terzieff.”
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Articolo: Fabio Di Bitonto


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