Manicomio di Collegno - La pazzia dell'abbandono - Luoghi Fantasma

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Manicomio di Collegno - La pazzia dell'abbandono

Luoghi Fantasma > Italia > Piemonte
Provincia: Torino
Tipologia: Monastero
Stato attuale: Buono
Età di edificazione: 1641
Data di abbandono: anni ‘80
Motivo dell’abbandono: Legge Basaglia
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Non consentita
Il Manicomio di Collegno si collocava nella struttura della Certosa Reale di Collegno, un antico monastero nella provincia di Torino.
La costruzione di questa struttura fu commissionata da Cristina di Francia nel 1641, chiedendo espressamente di ispirarsi alla Grande Chartreuse di Grenoble.
La storia racconta che nel 1595 alcuni monaci di stanza nella Certosa di Banda, si trasferirono ad Avigliana; il duca Carlo Emanuele I, nel 1629, fu costretto a sfrattarli per i lavori di ampliamento delle mura di fortificazione della città.
Il duca promise loro una nuova sistemazione in tempi brevi, ma purtroppo le vicende belliche e la peste non gli consentirono di mantenere fede alla promessa fatta prima che morisse. Fu così che il figlio, Vittorio Amedeo I, dapprima raggiunse un accordo con i monaci sistemandoli nell’Abbazia Valsusina poi, di ritorno da un viaggio da Grenoble, si ripromise, qualora avesse ottenuto la pace nel suo ducato, di costruire una struttura simile a quella della casa madre dei certosini, cioè la Grande Chartreuse di Grenoble, nella cittadina di Collegno e donarla ai monaci stessi.
I lavori iniziarono nel 1630 sotto l’occhio vigile di Cristina di Francia e, una volta ultimata, fu la casa dei certosini sino alla metà del XIX secolo. Durante la permanenza dei monaci il complesso diventa ricco sia artisticamente che culturalmente; lavorarono in sede l’Ingegnere Maurizio Valperga (Primo ingegnere del Monarca), Filippo Juvarra (Architetto autore dell’ampliamento settecentesco della struttura).
I vari aggiornamenti ottocenteschi della struttura consistettero in veri e propri padiglioni che conferirono alla certosa l’aspetto di vero e proprio ospedale psichiatrico che poi diventerà.
La struttura divenne famosa all’inizio del XX secolo (1927) quando fu convertita anche in teatro e, contemporaneamente, saltarono agli onori della cronaca le vicende sullo “smemorato di Collegno”, un uomo che si riteneva fosse scomparso in guerra e che invece riapparve dal nulla.
Nel 1930 all’interno della struttura nacque un reparto dedicato ai pensionati chiamato “Ville Regina Margherita”.
L’importanza della struttura era tale che negli anni 40, raggiunto il massimo della sua estensione, il Manicomio possedeva addirittura una piccola linea ferroviaria interna che si chiamava “Decauville”: serviva a collegare fra loro i venti padiglioni di cui era composto il tutto.
Attualmente la struttura in questione, in seguito alla dismissione dell’ospedale psichiatrico, è stata abbandonata, ma solamente in parte, poiché all’interno sono presenti numerosi uffici della A.S.L. locale e il parco è accessibile a tutti riconvertito in parco urbano con strutture sportive ed eventi musicali e teatrali.
Nel 2004 iniziarono i lavori di restauro di una parte delle strutture abbandonate risalenti alla fine del XIX secolo che, una volta ultimate, sono state destinate ad attività ricreative; invece, nel 2006, lo stabile che prima ospitava l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario, fu occupato e denominato “Mezcal Squat”.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: M.M. Photo
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