Casa dell'Orologiaio - Gli ingranaggi dimenticati - Luoghi Fantasma

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Casa dell'Orologiaio - Gli ingranaggi dimenticati

Luoghi Fantasma > Italia > Piemonte
Provincia: Verbano-Cusio-Ossola
Tipologia: Villa
Stato attuale: Discreto
Età di edificazione: anni '80
Data di abbandono: anni '80
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Accesso non consentito

Il lago Maggiore riserva continue sorprese; che siano queste paesaggistiche, architettoniche o appartenenti all’urbex.
Se invece di percorrere la strada litoranea, un giorno, voleste percorrere quelle in collina, allora potreste ampliare i vostri orizzonti in fatto di eccentricità.
Abbiamo già parlato della famosa Villa Poss, un famoso esempio di abbandono strano, poiché una villa del genere potrebbe avere ben altri destini data la bellezza e la posizione; ma adesso parliamo della villa dell’orologiaio.
Visibile dalla strada, preferiamo non rivelare l’ubicazione, è uno splendido esempio di architettura e meccanica fuse assieme.
Negli anni ’70 un industriale del Verbanese costruì una fabbrica di orologi che ebbe un discreto successo, assicurando a qualche decina di operai lavoro per bel po’ di anni. Circa dieci anni più tardi, negli anni ’80, volle costruire una villa nelle immediate vicinanze della fabbrica.
La villa, di forma cilindrica, emerge dagli alberi all’improvviso. Da lontano appare questo cilindro di color legno col basamento di cemento che, in origine, era in grado di ruotare su se stesso, mosso da un motore elettrico che seguiva, come un girasole, il movimento del sole.
La costruzione, in realtà, è in metallo, costituita da ventiquattro settori circolari su cui doveva ruotare, che indicavano ognuno una fetta del giorno (impostato sulle 24h), ed era rivestita in legno con uno strato isolante poco efficace composto da argilla espansa, polistirolo a bassa densità. A favore però di questi materiali vi era la leggerezza, che permetteva la rotazione della struttura con maggiore facilità.
L’appartamento, nonostante la forma insolita, era disposto su due piani e aveva una metratura di circa 130 mq con tutte le comodità: mobili adattati alle pareti circolari, soggiorno, cucina, stanze da letto e due bagni e, altra particolarità, da ogni stanza della casa era possibile scorgere il lago e i boschi in contemporanea.
Il basamento, in cemento armato, sostiene tutto il piano superiore e contiene e sostiene tutto il meccanismo di rotazione composto da una serie di cuscinetti a sfera montati in corrispondenza dei 24 elementi strutturali che suddividono l’intero meccanismo.
La scala di accesso all’abitazione, ruota in modo corrispondente alla casa e, quindi, ad ogni ora del giorno, l’accesso all’appartamento, avviene da un punto diverso. Il piano terra fu concepito dal suo proprietario come un’enobiblioteca, così come egli stesso la battezzò, poiché amava l’abbinamento sugli scaffali, di bottiglie di vino e di libri.
Qualche anno dopo, per motivi imprecisati, il suo creatore decise che la casa non dovesse più ruotare e ordinò la colata di cemento sugli ingranaggi bloccandoli per sempre; il proprietario, nel 1988 morì e, probabilmente, anche la villa fu abbandonata per il medesimo motivo.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: Attilio Mileto
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