Cimitero della Darola - La lapide delle gemelline - Luoghi Fantasma

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Cimitero della Darola - La lapide delle gemelline

Luoghi Fantasma > Italia > Piemonte
Provincia: Vercelli
Tipologia: Cimitero
Sato attuale: Decadente
Età di edificazione: XV secolo
Data di abbandono: anni '60
Motivo dell’abbandono: Sconosciuto
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Con restrizioni
Nei pressi del celebre principato di Lucedio c’è un antico cimitero conosciuto per le sue leggende e per il suo aspetto tanto spettrale.
Il cimitero della Darola si trova inserito in un contesto molto particolare, fra santuari abbandonati e costruzioni maestose, fra grange e risaie.
Nonostante l’oasi di pace in cui è inserito, è sempre stato oggetto di storie maledette ed eventi nefasti e per questo non ha mai goduto di una buona fama, anzi, è sempre stato additato come luogo maledetto.
Nella zona, tra il XVII e il XVIII secolo, iniziarono ad essere molto praticati riti satanici e magia nera; furono scelti il cimitero della Darola e il vicino Santuario della Madonna delle Vigne come luoghi prediletti per i suddetti riti.
Alcuni racconti narrano di ragazze e suore che, alla fine del 1600, partecipassero a sabba sia nel Santuario sia nel cimitero e che a tali riti si unissero monaci di conventi vicini e in particolar modo persone provenienti dal vicino Principato di Lucedio.
Il cimitero oggi si presenta così degradato e coperto dalla vegetazione da essere difficile da individuare nonostante la vicinanza con la strada; non esiste una cura del luogo da un centinaio di anni e le ultime anime visitate risalgono, probabilmente, agli anni ’60.
Da un semplice cancello, coperto di vegetazione a seconda della stagione e fissato ad un muro di mattoni assalito dall’edera, si accede a questa distesa di verde da cui spuntano le architetture cimiteriali.
Appoggiate ai muri si riposano alcune lapidi rotte di cui a stento si leggono i dati anagrafici e all’interno delle strutture giacciono nicchie e lapidi oramai dimenticate.
Il luogo, al di là delle leggende e delle storie, mette una tristezza infinita, non c’è stato rispetto nemmeno per quel poco che rimane di un defunto, nel tempo i vandali hanno dato il peggio di sé, distruggendo quanto più potevano e cercando, molto probabilmente, anche di saccheggiare le tombe.
In effetti, le strutture meglio conservate appartengono ad una tomba di famiglia e alla cappella.
Definire le strutture conservate è un po’ un azzardo, poiché comunque il degrado all’interno è davvero avanzato, oltre alle ruberie degli ornamenti e delle suppellettili, anche le tombe sono state profanate.
Un momento particolare va speso anche per le due gemelline defunte nel 1868, a quindici anni, per un non ben precisato motivo, cui è stata dedicata un’effigie visibile nelle immagini.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: Raziel, Fabio Di Bitonto
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