Monasterio de San Antolìn de Bedòn - La decadenza della fede - Luoghi Fantasma

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Monasterio de San Antolìn de Bedòn - La decadenza della fede

Luoghi Fantasma > Estero > Spagna
Provincia: Asturie
Tipologia: Monastero
Stato attuale: Vario
Età di edificazione: XII secolo
Data di abbandono: XIX secolo
Motivo dell’abbandono: Esproprio Forzato
Accesso: Su sentiero
Modalità di visita: Libera
Il complesso di San Antolìn de Bedòn era un luogo sacro costruito nel XII secolo in stile romanico; si trova a Llanes, nelle Asturie, ed è molto vicino ad un altro importante fulcro religioso della zona, cioè il monastero di San Salvador de Celorio.
La costruzione del complesso è anche avvolta dal mistero, si dice che la sua fondazione si debba a tale Don Munio o Muñazán, proprio come un’altra importante chiesa, cioè la Cattedrale di Palencia. 
Il misterioso personaggio è stato poi identificato come il Conte Rodriguez Munio Canis, morto nel 1024, quindi non può essere stato lui a fondare la chiesa.
Ciò che rimane, pertanto, è una grossa incertezza sulla paternità del complesso; tutte le documentazioni sono insufficienti per dare risposte a queste domande.
Il monastero è dedicato a San Antolìn de Apamea, un martire siriano del IV secolo e le prime notizie sull’esistenza di tale complesso risalgono “solamente” al XII secolo, quando alcuni documenti, di cui gli originali oggi sono perduti, citavano il monastero come donazione, nel 1186, dalla famiglia Perez al monastero di San Vicente di Oviedo.
Il monastero ha ricevuto un gran numero di donazioni da parte dei nobili asturiani e grazie a queste ha potuto dotarsi di numerosi ornamenti di valore.
A causa della caduta di alcune congregazioni di frati, il monastero è passato attraverso numerose assegnazioni a nuovi ordini, soprattutto nel XV secolo; tali rassegnazioni lo hanno però depauperato di importanza e di ricchezza facendolo diventare mira dell’esproprio nazionale avvenuto nel XVI secolo a danno degli edifici religiosi della Spagna.
Dopo la confisca il monastero fu abbandonato anche se i riti religiosi, grazie alle richieste della gente e del clero del luogo, continuarono a svolgersi.
Purtroppo, però, nel 1858, da parte dello stesso clero, fu ottenuto il permesso di spostare l’altare ed altre strutture interne e di riutilizzare i materiali per la costruzione di un’altra cappella, quella di Santa Ana de Naves. Fortunatamente gli addetti alla conservazione dei beni culturali della regione riuscirono ad ottenere che il complesso non fosse abbattuto ed anzi, all’epoca, ottennero anche il permesso della costruzione di un’altra cappella che fu poi revocato.
Nel 1931 il complesso ottenne il marchio di Monumento storico e d’interesse culturale e così fu salvato, ma purtroppo oggi resta in stato di forte degrado.
È meta di curiosi e fotografi che cercano di coglierne il senso e l’essenza ma resta comunque un rudere, bellissimo, che si sta sgretolando sotto i colpi del tempo e a cui rimane periodo breve da vivere.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: Fabio Di Bitonto
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