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Michigan Central Station (MCS)

Luoghi Fantasma > Estero > U.S.A.
Luogo: Detroit
Tipologia: Stazione Ferroviaria
Stato attuale: Discreto
Periodo edificazione: 1913
Periodo abbandono: 06-01-1988
Motivo abbandono: Fallimento progetto
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Non consentita
La città di Detroit è sempre stata una città difficile e violenta e, dopo un impulso economico dettato dalle sue industrie, ha vissuto un periodo di grande depressione.
Lo stesso Michigan ha un tasso di disoccupazione da far concorrenza ai paesi più in crisi del globo e questo ha comportato una serie di abbandoni di strutture sia dal punto istituzionale che privato.
Numerosissime industrie e case hanno perso i loro proprietari negli ultimi decenni, alcune cittadine sorte intorno alle industrie chiuse sono state quasi del tutto spopolate e numerose sono state anche le strutture di proprietà statale ad essere state dismesse.
La Central Michigan Station è una vecchia stazione ferroviaria della città e rientra in questi luoghi abbandonati, fu costruita nel 1913 ed è stato un importante snodo ferroviario sino al 6 gennaio del 1988, giorno della sua chiusura.
La stazione faceva parte del grande progetto di spostamento su strada ferrata delle merci in atto in quegli anni, infatti, era una stazione destinata allo smistamento delle merci e non delle persone.
Nel 1913 un incendio ha distrutto la vecchia stazione Centrale di Detroit e le autorità si videro costrette a smistare tutto il traffico su questa enorme stazione non ancora completata ed inaugurata per queste necessità; per questo motivo fu poi destinata ad essere la nuova sede centrale del traffico ferroviario di Detroit.
La stazione vanta anche un record poiché è stata la stazione ferroviaria più alta al mondo.
Questa splendida costruzione è situata nel distretto di Corktown e ha come “corridoio di ingresso” lo splendido Roosevelt Park che ha permesso alla stazione di entrare di diritto nel registro dei luoghi storici più importanti degli Stati uniti nel lontano 1975.
Questo colosso di cemento è stato utilizzato molto spesso in spot pubblicitari ed è stato set di molti film quando era ancora in funzione e in seguito; dal momento del suo abbandono molte persone e tante autorità si sono prodigate per il suo recupero o riutilizzo.
Nel 2002 la MCS è stata immortalata nel docufilm Nagoygatsi e nel 2004 nel film Four Brothers; nel 2005 sono state eseguite molte riprese di The Island e nel 2006 addirittura di Transformers: The Movie.
Inoltre, la scena finale di 8 mile di Eminem è stata girata proprio nelle immediate vicinanze e compare più volte sul video.
Il grande pericolo per la stazione non sono soltanto i Writers ma anche gli Urban Miners, ovvero coloro che asportano parti dell’edificio come “ricordo”, esattamente come si fece per il muro di Berlino anni addietro.
La struttura è ampia ben 46 mila metri quadrati e fu progettata dalla Warren & Wetmore e dalla Reed & Stem; costò circa 15 milioni di dollari dell’epoca ed è suddivisa in due parti: la stazione vera e propria e una torre di 18 piani con la quale raggiunge la ragguardevole altezza di 70 metri circa.
All’interno i locali sono stati decorati e costruiti sullo stile delle antiche terme romane, in particolar modo la sala d’attesa principale è la più imponente di tutto l’edificio e ha un colonnato di marmo da fare invidia alla Roma antica stessa.
Lo sfarzo si estende anche a tutti i muri e i soffitti che sono dello stesso marmo del colonnato; alle due estremità della sala d’attesa principale vi sono altre due sale di attesa suddivise per sesso con due ristoranti e un bar adiacenti.
Addentrandosi nella stazione c’è una zona delimitata da colonne in stile dorico dove una volta c’era la biglietteria e, proprio di fianco ad essa, iniziava la galleria di negozi.
La galleria era in stile del tutto differente, caratterizzata da muri in mattoni ed aveva un enorme lucernario di rame; alla fine di questa galleria vi era una rampa di scale che, attraverso un tunnel, portava ai treni.
La torre sovrastante era la peculiarità che la rese famosa in tutto il mondo elevandola a quei 70 metri da record; questa parte della stazione era riservata agli uffici della direzione ferroviaria e della società che gestiva le ferrovie, anche se, data la mole dell’edificio, inizialmente la torre avrebbe dovuto ospitare anche un albergo.
I piani inferiori richiamavano lo sfarzo delle sale principali della stazione, con una massiccia presenza di marmi mentre i piani superiori erano un po’ spogli e l’ultimo addirittura non fu mai completato; probabilmente erano i locali che dovevano essere destinati ad albergo e non ci si preoccupò di renderli più accoglienti.
L’ultima zona, quella meno visibile ma non meno importante, era quella del seminterrato, una zona essenziale dato che ospitava le strutture di deposito e carico bagagli e il dislocamento della posta.
I progetti di recupero si sono susseguiti per anni, ma mai nessuno ha convinto per davvero e così adesso la stazione versa nel quasi totale abbandono; il quasi è doveroso poiché ci sono molti cittadini che, nei limiti del possibile cercano di prendersi cura della struttura.
Nel 2011, grazie anche all’intervento delle autorità, è stato possibile cambiarle i vetri affinché le intemperie non lo deturpassero anche all’interno.
La maestosità del progetto era giustificata dal fatto che all’epoca non si pensava al grande incremento che avrebbe potuto avere il trasporto su gomma inoltre, proprio in quegli anni, il traffico merci e persone, stava avendo i picchi massimi.
I vari incrementi e upgrade che ha avuto la struttura sono stati dovuti proprio al traffico enorme di persone che ne usufruivano e per gestire un flusso di migliaia di persone al giorno la stazione aveva circa tremila dipendenti.
La MCS può vantare di avere avuto alle sue dipendenze, tra le migliaia di persone che vi hanno lavorato nel corso dei quasi cento anni di vita, personaggi del calibro di Charlie Chaplin, Herbert Hoover, Harry S. Truman, Franklin D. Roosevelt e Thomas Edison.
A causa della grande crisi degli anni ’20 molti progetti furono rinviati e i terreni circostanti che le autorità acquistarono furono successivamente rivenduti negando per sempre la possibilità di costruire grandi parcheggi in futuro, quelli che avrebbero potuto garantire, un giorno, anche la sopravvivenza della stazione.
La struttura e la linea che ospitava erano al centro di un grande progetto di ristrutturazione che però non è mai andato in porto; purtroppo la distanza dal centro cittadino e la mancanza di un adeguato spazio di parcheggio o di stazionamento di bus utile a consentire agli utenti di raggiungere le zone interessate, ha fatto si che la struttura non rientrasse nei piani di rinnovamento dei trasporti della città degli anni successivi.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

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