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Distilleria Giuffrida

Luoghi Fantasma > Italia > Sicilia
Provincia: Ragusa
Tipologia: Distilleria
Stato attuale: Edifici poco conservati
Età di edificazione: Sconosciuta
Data di abbandono: 21/12/1949
Motivo dell’abbandono: Chiusura impianti
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Non consentita
Lo stabilimento industriale era dei fratelli Pietro e Francesco Giuffrida, ritenuta grande fonte di occupazione nel dopoguerra; in questo stabilimento si distillava alcool dalle carrube prodotte nelle enormi campagne circostanti. La produzione terminò il nel dicembre del 1949.

Quando, nel 1949, la produzione fu fermata, accadde a ridosso delle feste natalizie e lo stabilimento fu chiuso con la scusa di una messa a punto degli impianti; circa duecentotrenta operai furono mandati a casa e sessantadue rimasero in servizio.
Da quel momento iniziò un braccio di ferro fra i proprietari e i sindacati, intervenne anche la Camera di Commercio, ma, con la giustificazione della crisi dell’alcool di quel periodo, i fratelli Giuffrida cercarono di tenere chiuso lo stabilimento.
Grazie alle leggi di allora, i proprietari ebbero ragione e chiusero la fabbrica lasciando in evidentissime difficoltà gli operai che vi lavoravano.

Ufficialmente trascorsero alcuni mesi da quella che si indica come effettiva chiusura alla fine del 1949, ma da allora in poi fu lasciato in stato di totale abbandono è nulla cambiò sino agli anni ’80, quando i fratelli Spadaro di Ispica lo acquistarono per realizzare negli 80.000 metri quadrati dell’ex distilleria, un elegante e lussuoso residence.

Dopo l’acquisto, però, non ci fu l’accordo con la giunta comunale dell’epoca e, quindi, il progetto fallì nonostante i ricorsi dei fratelli, soprattutto a causa del vincolo culturale imposto dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e ambientali di Ragusa.
La distilleria oggi possiamo ammirarla, ma il suo stato è decadente, è oramai un rudere che a stento ricorda i fasti della produzione di alcool di decenni addietro… purtroppo oramai i progetti sono di abbattimento, magari fra qualche anno sorgeranno dei condomini e nessuno più ricorderà l’importante storia di questo luogo.

Le mura sono pericolanti, all’interno si accumula l’acqua dopo ogni pioggia, le crepe sono in ogni parte delle strutture; gli interni sono a dir poco devastati, ruggine e macerie fanno da padroni e, purtroppo, qualcuno negli anni ha utilizzato questo luogo come discarica personale.

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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: 
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