Toiano - "Il Borgo della Bella Elvira" - Paesi Fantasma

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Toiano - "Il Borgo della Bella Elvira"

Paesi Fantasma > Italia > Toscana
Provincia: Pisa
Tipologia: Borgo medievale
Stato attuale: Vario
Periodo edificazione: Alto Medioevo
Periodo abbandono: anni ‘60
Motivo abbandono: Emigrazione spontanea
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Con restrizioni
Tra i paesi fantasma più famosi d’Italia c’è anche Toiano, effettivamente potrebbe essere messo alla stregua di una Craco, Consonno ed Apice, ma purtroppo, probabilmente, è anche un po’ bistrattata, motivo per il quale è immediatamente dietro questi mostri sacri come conoscenza ai più.
Toiano nasce in un periodo imprecisato dell’alto medioevo e non è mai stata una metropoli, il periodo di massimo splendore è stato nel XIX secolo e non superò le 500 anime.
L’abbandono è un avvenimento piuttosto strano, c’è da considerare che il borgo, arroccato su una collina, si erge fra le splendide terre toscane a due passi da Volterra e ricadendo nel territorio di Palaia; l’accesso è suggestivo, si cammina su un ponte che, un tempo, era ponte levatoio; dalle sue case è possibile scorgere lo splendido paesaggio delle balze locali ch non hanno nulla da invidiare a tutti i luoghi più suggestivi del Bel Paese.
Nonostante non fosse una postazione strategicamente importante, i domini Fiorentino, Pisano e Lucchese se lo sono conteso per secoli.
La vita è scorsa attraverso questi avvenimenti sino alla metà dell’800, quando iniziò il declino dopo un attimo di splendore.
Infatti, raggiunte le succitate circa 500 anime, il paese inizio lentamente a svuotarsi, sino a quando, nella metà del XX secolo, l’abbandono la colpì di sorpresa. Gli abitanti furono attratti dal lavoro in città nelle fabbriche, il salario garantito alla fine del mese era una ghiotta occasione rispetto all’incognita dell’agricoltura tanto dura e tanto difficile in quel territorio ostile.
In effetti, a riprova di ciò c’è anche il fatto che il borgo non sia collegato benissimo al resto del mondo, solo una strada giunge qui, non ci si trova di passaggio a Toiano, inoltre la fragilità del territorio dona all’unica via di accesso/uscita anche numerose frane che, di recente, lo hanno sovente isolato.
Un’unica strada esiste a Toiano, non ci sono vie secondarie, il borgo si sviluppa lungo questa strada che chiamare principale è dir poco.
È molto caratteristico il cimitero che si trova all’ingresso del paese, un luogo che, nonostante sia sacro e ancora visitato, è molto fotografato e attraversato da curiosi.
Oltre ai curiosi c’è anche chi ha scelto di vivere qui, ma l’abbandono, nonostante ci sia ancora una luce fra le rovine di questo splendore, continua a fare da padrona.
Antico e moderno si fondono in un’atmosfera irreale, tra le vecchie cucine in muratura con il focolare al di sotto si scorgono nuovi sanitari e finestre in alluminio, sedie vecchie e nuove, abbandonate sotto i calcinacci e tra le persiane in legno e bottiglie risalenti a quasi 70 anni fa ci sono borse abbandonate di recente fattura come se qualcuno fosse scappato, ma è solo una illusione, a Toiano si è andati via decisi e con la giusta calma.
I sussulti di vita Toiano li h avuti quando Oliviero Toscani indisse un concorso fotografico per riportare un po’ di speranza al borgo.
Un sussulto di morte, invece, rese protagonista Toiano nel lontano 1947, quando ci fu il mediatico e terribile omicidio della “Bella Elvira”.
La Elvira in questione era Elvira Orlandini, una ragazza di appena ventidue anni protagonista della vicenda.
"L'omicidio della "Bella Elvira"

Era il 1947, l’Italia stava ancora affrontando i danni della guerra che, però, qui non erano arrivati così pesanti come invece nelle grandi città.
Nel giorno della processione del Corpus Domini (5/06), anzi, proprio durante quest’ultima, fu scoperto in un bosco vicino al paese il corpo senza vita della giovane che, evidentemente, stava prendendo l’acqua dalla fonte attigua.
L’omicidio ebbe una eco particolare grazie anche alla ferocia con cui fu commesso, la gola le fu tagliata di netto con una violenza senza eguali.
La povera giovane era figlia di una famiglia contadina e nulla avrebbe mai fatto presagire niente di simile; i sospettati non furono molti, ma ovviamente i media, accanitisi sulla storia, sollevarono un polverone non indifferente che rese le indagini un ago in un pagliaio.
I principali sospettati furono un vicino parente della giovane, il figlio di una famiglia di Roma da poco trasferitisi a Toiano e, come ultimo ma non meno importante, il fidanzato di Elvira, un giovane con cui si sarebbe sposata di lì a poco.
I carabinieri arrestarono il fidanzato della giovane e ciò provocò non poco clamore e proteste nel borgo; questa fu una delle ragioni per le quali il processo fu spostato a Firenze, nella speranza di calmare gli ardori di alcuni, visto che il paese e quelli limitrofi si divisero fra colpevolisti ed innocentisti e che protestavano fuori l’aula di giustizia.
Il processo terminò con la scarcerazione del giovane e senza un colpevole. Ancora oggi rimane uno dei più famosi “cold case” d’Italia.
A ricordare la giovane e bella Elvira vi è una lapide commemorativa nel Botro della Lupa, luogo in cui fu sgozzata.

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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: Christian Bernardinelli
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