Rocchetta Alta - La perla delle Mainarde - Paesi Fantasma

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Rocchetta Alta - La perla delle Mainarde

Paesi Fantasma > Italia > Molise
Provincia:  Isernia
Tipologia:  Borgo arroccato con castello
Stato attuale:  Strutture danneggiate
Età di edificazione:  XII secolo
Data di abbandono: Metà XX secolo
Motivo dell’abbandono:  Varie
Accesso:  Su strada
Modalità di visita:  
Libera
Sembra quasi che le visite ai paesi abbandonati debbano coincidere con giornate di caldo torrido…

Si parte alle 8.30 del mattino con già 32°C!!

Siamo in quattro, oltre a me gli accompagnatori sono Daniele, Alessia e Salvo, compagni già di tante avventure.
Per arrivare a Rocchetta Alta bisogna seguire le indicazioni per Isernia imboccando l’uscita Caianello dell’autostrada del sole.

Rocchetta Alta è incastonata come una pietra preziosa in un contesto unico, all’interno delle Mainarde Molisane circondata dalle sorgenti del fiume Volturno, da natura incontaminata e situata poco distante dall’invaso artificiale di Castel San Vincenzo; un altro luogo di notevole interesse sono gli scavi archeologici di San Vincenzo, a 6 km dalla nostra Ghost Town.

La strada per giungere a Rocchetta Alta o Vecchia è stretta e piena di curve, dopo pochi minuti di pendenze al limite del sopportabile per l’auto giungiamo nel centro cittadino che non è completamente abbandonato. Infatti la parte bassa del paese ha una nutrita schiera di abitazioni recenti con i suoi relativi abitanti, che sono presenti sino all’ingresso del paese vecchio, proprio sotto il municipio antico.
Attraversata la "porta" si entra in un’atmosfera diversa, ci fanno compagnia il ronzio degli insetti e, per fortuna, il vento che attraversa le mille fronde presenti ovunque nel paese che ci rinfresca dai 35°C trovati in loco.
La natura, come accade in questi luoghi, si è riappropriata dei suoi spazi, gli alberi di fico sono cresciuti all’interno delle case stesse.

Il paese è visitabile, se non altro perché non ci sono cartelli di divieto anche se a voler guardare bene, quanto messo per impedire l’ingresso probabilmente è stato divelto.

Il primo edificio è il municipio, dopo una scalinata, subito dopo si passa sotto un arco e si trova la chiesa.
Da qui in poi ci saranno solo alcune case da visitare, talune di recente ristrutturazione altre, antiche, con le rocce a far da parete.

Non c’è molto di abbandonato se non le strutture, anzi, per alcune è previsto il recupero.

Il percorso non è molto accidentato, ci sono dei punti in cui la vegetazione è più presente e quindi fastidiosa, soprattutto quando si tratta di rovi di more, poi le zone interessanti si raggiungono semplicemente camminando.
Alla fine del sentiero che porta all’ultima casa abbiamo la soddisfazione di ammirare il borgo nella sua interezza e da un punto panoramico stupendo.
Il borgo ha origine con la fortificazione dello spuntone roccioso nel XII secolo, in seguito sono state costruite altre abitazioni nelle sue immediate vicinanze; queste sono datate XIV-XV secolo.C’è da dire che l’origine del borgo non sia del tutto chiara poiché taluni ritengono che sia nata a seguito della fuga di alcuni abitanti dal loro paese di Bactaria, altri invece lo vorrebbero preesistente rispetto a questo avvenimento.
Durante la sua vita il borgo ha subito molti danni, sono numerosissimi i terremoti che hanno colpito la zona, quelli storici furono nel 1349, 1456, 1688, 1805, poi il paese fu anche oggetto di frane ed infine ci furono i bombardamenti bellici durante il secondo conflitto mondiale.
A partire dagli anni ’20 la popolazione ripopolò una zona già popolata tempo addietro, quella dell’antica Bactaria.
Rimangono oggi i portali in pietra delle case sormontati da stemmi, i viottoli con pavimentazione in pietra e la chiesa parrocchiale di Santa Maria, la quale conserva al proprio interno un fonte battesimale in pietra datato XII secolo.
Come detto in precedenza, il borgo avrebbe origine dall’antica Bactaria, situata a sud-est di Rocchetta, la quale fu edificata intorno al VII secolo ed era detta anche Vaccareccia.
La fuga di massa da Bactaria e il popolamento del costone roccioso si deve all’arrivo dei Saraceni, i quali, giunti una prima volta in zona, rasero al suolo Bactaria; cosicché l’abate Marino, alla seconda venuta dei Saraceni, consigliò ad alcune famiglie provenienti dalla sua città natale, Atina, di mettersi in salvo presso il monastero e quindi in seguito, di appropriarsi delle terre dello stesso monastero.

Da qui l’origine di Rocchetta Alta.

Rocchetta dopo essere stata ripopolata nel 1142 grazie all’Abate Marino, rimase feudo del Monastero fino a tutto il secolo XIV.

Nel 1415 subentrò la famiglia degli Evoli e dopo qualche anno se ne impossessarono i Caldora che ne mantennero il controllo fino al 1443.
Durante il 1443 Francesco Pandone usurpò Rocchetta alla famiglia dei Caldora e ne conservò il possesso fino 1525, anno in cui cedette Rocchetta a Donato Barone.

Successivamente ci furono possedimenti brevi, si susseguirono le famiglie Quadrara, Dattilo e De Matteis.

Ferdinando Dattilo, nel 1721 vendette Rocchetta al duca di Castellone che nel 1725 la rivendette a Candido Battiloro.
La famiglia Battiloro fu l’ultima ad avere il controllo su Rocchetta e da qui il nome al castello; i Battiloro mantennero il potere sino al 1814, anno in cui morì l’ultimo discendente della famiglia, Pietrabbondio Battiloro.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: Fabio Di Bitonto
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