Ripalimosani - Il sangue della rivolta - Paesi Fantasma

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Ripalimosani - Il sangue della rivolta

Paesi Fantasma > Italia > Molise
Provincia: Campobasso
Tipologia: Borgo arroccato
Stato attuale: In parte abitato
Periodo edificazione: 1000
Periodo abbandono: XX secolo
Motivo abbandono: Sconosciuto
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Con restrizioni
Ripalimosani è un borgo arroccato nel territorio molisano, confinante con il capoluogo Campobasso.
Il borgo è abbastanza conosciuto, grazie anche a molte iniziative che hanno tentato di recuperare il centro storico, quello di nostro interesse, poiché abbandonato e in stato di degrado in alcune zone.
Ciò è dovuto senza dubbio ad un abbandono volontario in alcuni casi, ma la sismicità della zona ha contribuito notevolmente all’abbandono delle vecchie costruzioni in favore delle più recenti, magari ritenute più resistenti; c’è da considerare anche che gli ultimi terremoti avvenuti nella regione hanno contribuito, in negativo, allo stato degli edifici dismessi.
Il resto del borgo è abitato e s’insinua fra verdi monti e valli a circa un’ora dalla costa adriatica.
Il nome, che ad alcuni potrebbe risultare strano, ha un’origine precisa; si narra che in seguito alla distruzione della cittadina di Tiferno dovuta ad un violento sisma, i cittadini emigrarono presso Limosano.
Anni dopo, assieme agli abitanti originari di Limosano, fu ricostruito l’antico borgo con il nome di Ripa; poiché vi era un’altra borgata, nella medesima contrada, con lo stesso nome, in onore dei generosi ex compaesani, anni dopo, al borgo fu aggiunta la parola “limosani”.
Le prime notizie del borgo lo farebbero risalire, almeno come costruzione, all’anno 1000 per merito dei Normanni, ma le prime notizie che lo annoverano come borgo vero e proprio sono del 1311, durante il periodo feudale.
In questo periodo il borgo ebbe tanti proprietari sino alla fine del XVII secolo, dove poi seguì le vicissitudini del regno cui apparteneva.
Un evento molto conosciuto accade proprio al termine del succitato secolo, quando, nel 1799, una rivolta versò sangue, più sangue di quanto fosse mai stato visto nella regione sino a quel momento. I “cafoni” inferociti contro i nuovi proprietari terrieri, si ribellarono e ne versarono il sangue. Tale rivolta, però, fu sedata in breve tempo ed i ribelli furono fucilati a loro volta.
Le peculiarità maggiori di questo borgo furono la lavorazione della canapa che fu fiorente sino all’invasione del Regno delle Due Sicilie e poi fu quasi del tutto perduta, anche a causa del mancato utilizzo a larga scala di questo materiale.
Negli ultimi anni il processo di emigrazione, invertito, ha portato anche una ripresa di quest’attività.
Altra attività era quella della produzione di corde per strumenti musicali che, purtroppo, è stata oramai perduta.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

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