Massa San Nicola - Sussulti dalla Svizzera di Sicilia - Paesi Fantasma

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Massa San Nicola - Sussulti dalla Svizzera di Sicilia

Paesi Fantasma > Italia > Sicilia
Provincia: Messina
Tipologia: Borgo rurale
Stato attuale: Discreto
Periodo edificazione: XVII - XVIII secolo
Periodo abbandono: anni '60
Motivo abbandono: Emigrazione
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Con restrizioni
Ai confini del comune di Messina vi sono alcune circoscrizioni piuttosto piccole staccate dalla città; alcune hanno avuto la fortuna di svilupparsi da masserie a veri e propri centri abitati e altre, invece, come Massa San Nicola, faticano a trattenere anche quei pochissimi, contati sulle dita delle mani, abitanti che possiedono acquisiti di recente.
Bastano solo sedici chilometri dalla città per trovare l’abbandono, è una situazione al limite del surreale.
Il nome di “Massa” deriva dal termine “masseria”, ciò che in origine era questo luogo; San Nicola deriva da “San Nicolò” che fu aggiunto per distinguerla dalle altre masserie vicine.
Inizialmente questo luogo era proprietà della curia ed era utilizzato per l’agricoltura; poiché vi lavoravano molte persone, fu costruita una chiesetta, dove potesse essere praticato il culto.
Questa chiesa, oggi un rudere, fu il punto di inizio dello sviluppo di una masseria prima e di un piccolo borgo poi.
La struttura ecclesiastica pare risalga almeno al XV secolo, forse anche più antica, mentre la masseria fu edificata a cavallo fra il XVII e il XVIII secolo.
Il borgo aveva una fortissima vocazione agricola; qui gli agrumeti erano quasi un’arte e, dagli agrumi coltivati, si estraevano essenze profumate eccezionali.
Un mulino ad acqua era utilizzato per la macinatura del grano per avere farina utile al sostentamento di chi vi si stabilì.
Il secondo dopoguerra è stato un periodo molto duro per l’Italia, moltissimi flussi migratori hanno privato il Belpaese dei suoi abitanti da nord a sud e realtà come queste hanno pagato il prezzo più elevato arrivando ad essere abbandonate e ad essere dimenticate.
Dopo l’abbandono, avvenuto negli anni ’60, sono arrivati i vandali e i ladri che hanno distrutto e trafugato il possibile, poi è arrivato lo Stato che lo ha posto sotto il vincolo della Sovrintendenza dei Beni Culturali che ha contribuito alla presentazione di progetti di recupero.
Questi progetti hanno consentito approvare progetti che prevedevano di ottenere case in comodato d’uso a chi si fosse stabilito a Massa San Nicola, il tutto con la speranza che il borgo non morisse del tutto.
Alcuni arrivarono, si tratta di giovani, quasi tutti del nord, che lavorano le campagne e vivono come facevano i nostri nonni, o quasi.
La Svizzera di Messina, come la definì Nino Berenato, cerca di non soccombere, è una buona notizia.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

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