Lecce nei Marsi - La lotta contro la seconda morte - Paesi Fantasma

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Lecce nei Marsi - La lotta contro la seconda morte

Paesi Fantasma > Italia > Abruzzo
Provincia: L’Aquila
Tipologia: Borgo Castellare
Stato attuale: Ruderi
Periodo edificazione: X secolo
Periodo abbandono: 13 gennaio 1915
Motivo abbandono: Sisma (7.0)
Accesso: Su sentiero
Modalità di visita: Senza restrizioni particolari
Il borgo antico di Lecce nei Marsi è situato nella splendida cornice dei monti abruzzesi nella Marsica, circondato da montagne e immerso nella natura.
A differenza del nuovo borgo posto a circa 750 metri s.l.m., il vecchio abitato si trova su uno sperone roccioso a 1270 metri.

Il toponimo del luogo pare derivi dall’albero di leccio che cresceva abbondante e rigogliosa a valle del paese; questa ipotesi, però, fu smentita da alcuni studiosi che attribuirono il toponimo alla forte presenza asiatica dei Lici, giunti in seguito alle crociate avvenute in quel periodo.
Tale ipotesi è da sempre rafforzata dal culto di San Biagio in paese, santo venerato in particolar modo in Asia Minore e, ancora, grazie a “Magrana”, un toponimo che proprio in arabo significa “Terra lontana”; ultimo elemento a supporto di tale tesi è il nome del borgo che ha in sé “nei” piuttosto che “dei” Marsi, un elemento che sembra cercare un distacco od una estraneità alla zona stessa ma, gli stessi studiosi, si sono mostrati un po’ scettici a riguardo.
Senza dubbio il nucleo originario era chiamato Litium ed esistono documenti a riguardo risalenti al X secolo, per trovare testimonianze con l’attuale toponimo, però, dobbiamo attendere sino al XV secolo, dove da Licinae o Liciae si arrivò a chiamarlo Lecce.

Ciò che portò all’abbandono del borgo fu il terremoto di Avezzano del 1915, che rase al suolo un numero enorme di borghi in tutta la Marsica ed è ancora ricordato come uno dei più catastrofici terremoti italiani.
Lecce nei Marsi era un borgo situato parecchio in quota ma, nelle sue vicinanze, vi erano altri minuscoli borghi o stazzi che già erano in rovina e stavano soffrendo un progressivo abbandono e che, con il sisma, furono definitivamente abbandonate perché rasi al suolo: Sierri, Ca ’Buccella, Ca’ Scappone e Macchia Ca’ Carlone.

Le rovine di Lecce vecchia sono formate dall’antico castello e poche costruzioni di cui possiamo ammirare solamente i ruderi, mentre dopo il terremoto il nuovo paese fu costruito più a valle. Purtroppo, negli ultimi anni, lo spopolamento ha colpito anche il nuovo borgo di Lecce nei Marsi, al punto che è diventato famoso poiché il suo sindaco mise in vendita alcune abitazioni ad 1 euro per combattere lo spopolamento.
Infatti, esistono immagini del nuovo borgo come abbandonato, poiché sono davvero pochi gli abitanti rimasti e, in alcuni momenti, sembra che il borgo sia oramai fantasma.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto:

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