Holland Island - Se la città poggia sul fango... - Paesi Fantasma

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Holland Island - Se la città poggia sul fango...

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Regione: Baia di Chesapeake, Maryland
Tipologia: Isola
Stato attuale: Sommersa
Età di edificazione: 1850
Data di abbandono: 1922
Motivo dell’abbandono: Sprofondamento isola
Accesso: Impossibile
Modalità di visita: Impossibile
La Holland Island era un’isola che si trovava nella Baia di Chesapeake, nel Maryland; al contrario di quanto si pensi oramai non rimane più nulla, le foto che circolano in rete si riferiscono a qualche anno fa, quando ancora rimaneva in piedi l’ultima abitazione.
Un tempo quest’isola, piuttosto grandicella, era abitata da una fiorente comunità di pescatori, marinai e agricoltori che, poco a poco, sono stati costretti dalla natura a cercarsi un altro luogo in cui vivere.
L’isola affiorò nel lontano 1600, quando il proprietario terriero della zona era Daniel Holland; per questo motivo l’isola prese questo nome.
Nel 1850 l’isola fu colonizzata dalle prime famiglie di pescatori e nel 1910 l’isola contava addirittura 360 abitanti dandole il primato di isola più abitata della baia.
Nel periodo di massimo splendore l’isola possedeva 70 abitazioni, negozi, un ufficio postale, una chiesa e una scuola; addirittura c’era un presidio medico e una squadra di baseball. Il non plus ultra era la flotta di cui disponeva che contava circa 80 imbarcazioni.
Ad un certo punto, però, la zona ha iniziato a subire un effetto di subsidenza, vale a dire che a causa della preesistente presenza di ghiaccio in quella zona, alcune porzioni del sottosuolo con maggiore o minore densità si sono comportate in maniera diversa e quindi alcune, schiacciate, sono sprofondate sotto il peso della calotta di ghiaccio; poi, quando queste porzioni sono state “alleggerite” dallo scioglimento dei ghiacciai, si sono espanse sino a far emergere l’isola in questione. Nell’espansione è possibile che abbiano inglobato aria o gas e, dopo, l’assestamento di questo materiale nel sottosuolo, ha fatto trovare un suo equilibrio perdendo volume e facendo perdere traccia dell’isola.
C’è da considerare che anche l’erosione marina ha avuto la sua parte, poiché l’isola era costituita prevalentemente da argilla e limo che col moto ondoso era dilavato facilmente; inizialmente l'isola era grande circa 0.7 km quadrati, nel 1915 era di circa 0.3 km quadrati.
Pertanto, ad un certo punto, l’isola, così come era emersa, iniziò a sprofondare e ad essere divorata dal mare finché non rimase solamente che un piccolo lembo di terra con un'unica casa.
Quando iniziò questo processo irreversibile, gli isolani tentarono l’impossibile, pensando che l’effetto fosse dovuto alla sola erosione marina, invece, tutte le tecniche da loro usate furono vane e, nel 1922, dopo che nel 1918 la baia fu colpita da una tempesta tropicale, tutti gli abitanti lasciarono l’isola.
Paradossalmente, nel 1925 rimase un’unica casa in piedi ed ha resistito sino al 2010; assieme alla casa è andato via anche l’ultimo lembo di terra inghiottito dal mare e al suo posto ora c’è una palude.
Adesso la zona è un importante luogo dove nidificano molte specie di volatili protette poiché si è creato un ecosistema ideale per la loro vita e vi si contavano oltre 600 coppie di sterne, aironi, pellicani ed altri che, però, quando qui passò l’uragano Isabel, distrusse gran parte degli alberi infliggendo un duro colpo alla fauna del luogo.
Se volete vedere tutta la sequenza fotografica e d approfondirne la storia cliccate qui.
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Articolo: Fabio Di Bitonto
Foto:

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