Faraone - Un salto nel medioevo - Paesi Fantasma

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Faraone - Un salto nel medioevo

Paesi Fantasma > Italia > Abruzzo
Provincia: Teramo
Tipologia: Borgo fortificato
Stato attuale: Strutture parzialmente conservate
Età di edificazione: Intorno all’anno 1000
Data di abbandono: 1965 circa
Motivo dell’abbandono: Terremoto
Accesso: Su strada in parte sterrata
Modalità di visita: Libera
Faraone è una frazione del comune di Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo.
Il suo nome affonda le radici nel medioevo, infatti pare derivi dalla parola longobarda “fara” che significa accampamento.
Le prime notizie sull’esistenza dell’antico borgo sono del 1001 con la donazione di alcuni suoi beni collocati nel castello di Pharaone da parte di Raterio, un monaco di Montecassino.
Faraone è suddivisa in due parti distinte e separate, una, più antica, è quella di nostro interesse, sviluppatasi attorno ad un forte, che si chiama Faraone Antico; l’altra, di recente costruzione, è la nuova Faraone ed è stata costruita negli anni ’60 del novecento.
Faraone Antica è disabitata più o meno dal 1965, a seguito di un terremoto che interessò l’Abruzzo nel 1950, il 5 settembre alle 4 del mattino, con epicentro sul Gran Sasso, di magnitudo 5.3 Richter (VIII Mercalli); in quell’occasione l’intero borgo subì danni considerevoli.
Grazie al parroco dell’epoca, tale don Giovanni Reali, che pare avesse molti amici tra le alte sfere, Faraone ottenne una cifra così elevata di fondi destinati alla ricostruzione, da permettersi la fondazione del nuovo centro abitato, posto a poca distanza da quello vecchio.
La migrazione dal vecchio al nuovo paese fu lenta, infatti ci vollero una quindicina d’anni, fra costruzione e trasferimenti, per rendere questo splendido borgo fortificato, un vero e proprio paese fantasma.
Oltre che visitare un paese abbandonato, sembra di fare anche un viaggio indietro nel tempo; l’arrivo a Faraone è molto particolare, poiché si attraversa dapprima un ponticello, posto su un antico fossato, dove sicuramente, tempo addietro, era presente un ponte levatoio. Si accede al borgo attraverso un arco sormontato da una bellissima torre merlata con incastonata una particolarissima effigie raffigurante una Madonna con bambino alla quale San Giovannino porge il paese di Faraone, a guisa di protezione per i suoi abitanti; l’effigie è opera di G. Sassetti Asculanus.
Possiamo poi ammirare la cinta muraria che si perde nelle costruzioni successive, ma ancora ben riconoscibile, costruita probabilmente nel 1467, come indica una roccia posta al di sotto dell’effigie che riporta tale anno, e, sempre vicino all’effigie, c’è uno stemma in pietra, da attribuirsi a Generoso Cornacchia di Civitella del Tronto, che raffigura una torre quadrata sormontata da un volatile, quasi certamente una cornacchia; di fianco sono incise le lettere G e C con al centro la data del 1511.
Possiamo poi ammirare la cinta muraria che si perde nelle costruzioni successive, ma ancora ben riconoscibile, costruita probabilmente nel 1467, come indica una roccia posta al di sotto dell’effigie che riporta tale anno, e, sempre vicino all’effigie, c’è uno stemma in pietra, da attribuirsi a Generoso Cornacchia di Civitella del Tronto, che raffigura una torre quadrata sormontata da un volatile, quasi certamente una cornacchia; di fianco sono incise
le lettere G e C con al centro la data del 1511.
Il borgo accoglie i visitatori per mezzo di una Piazzetta, dove è posta anche la Chiesa del paese, intitolata a Santa Maria delle Misericordie, nei pressi della quale ci sono anche altri edifici, sia recenti sia antichi, posti sulle tre strade che attraversano il paese stesso.

Il borgo è composto di circa venticinque edifici, tra i quali va ricordato quello dei Baroni Farina, i più importanti proprietari terrieri della zona, il quale, in seguito, divenne un convento di suore con annesso asilo all’interno. In questo splendido edificio sono ancora visibili numerosi affreschi che ornano i soffitti e le pareti dei piani superiori.

Tutti gli altri edifici degni di nota sono stati assediati dalla vegetazione e la casa canonica, di fianco alla chiesa, è occupata da una famiglia che è intervenuta sulla struttura con lavori piuttosto rilevanti.

Del borgo si conserva anche la seconda porta d’ingresso.

Giungere a Faraone Antico è semplice, da Sant’Egidio alla Vibrata si prosegue per Villa Lempa sino alla nuova Faraone. Camminando per Faraone, si svolta a sinistra una volta giunti alla chiesa, in una strada che si perde nella campagna. Poco dopo si trova un cartello che indica Via Faraone Antico.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: Bruno Bianchini & IcaroDroni
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