Etzweiler - La città demolita - Paesi Fantasma

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Etzweiler - La città demolita

Paesi Fantasma > Mondo > Germania
Luogo: Etzweiler (Germania)
Tipologia: Città mineraria
Stato attuale: Scomparsa
Periodo edificazione: XI secolo
Periodo abbandono: 2007
Motivo abbandono: Miniera
Accesso: Impossibile
Modalità di visita: Impossibile
Questo paese non esiste più, è stato inghiottito dalla miniera di carbone che lo ha reso fantasma….
L’articolo si riferisce ad un riadattamento e traduzione del racconto di un ragazzo tedesco che lo ha visitato nel 2002.
Siamo in Germania, nel Nord Ovest...
In questo paese si sente, come in pochi, una fortissima atmosfera di malinconia…
La città di Etzweiler è oramai spopolata. Sparirà nel 2006, quando sarà inghiottita dalle miniere di carbone proprio a ridosso dei suoi confini cittadini. L'area tra Aachen e Colonia è ricchissima di carbone e queste miniere appartingono a multinazionali gigantesche che vendono energia elettrica in tutta Europa. Tutto il paesaggio sta andando in fumo, questa è quella energia che si dice sia verde (venduta anche in Italia), ecologica, ma così non è, perché alle sue spalle esiste la distruzione di vite, di città, di paesaggi, alberi, boschi…. Ed il carbone non è energia pulita.
Quando la miniera sarà allargata, alcune piccole città scompariranno, definite come "danni collaterali". Gli abitanti saranno pagati, ma privati della loro vita, della loro casa e dei loro luoghi. Sulla strada per la città si passa dai nuovi insediamenti abitativi che sono stati già costruiti che sembrano decenti e dignitosi, sicuramente freddi e sterili, ma ancora molti abitanti provano risentimento per come sono stati cacciati dalla loro casa. Nessun bus più passa alle pensiline delle fermate distribuite nella città. Si dice che siano stati trovati, fra i vari effetti personali abbandonati nelle case ormai vuote, anche album di foto che ritraggono la città viva…
La maggior parte delle case sono ancora intatte, anche se talune vandalizzate. Il paese sembra sia stato colpito dalla peste o ricorda, forse, Pripyat, la cittadina evacuata in seguito al disastro di Chernobyl. Si può entrare in diverse abitazioni private, nella pista da bowling e nella scuola. All’epoca dello sgombero furono gettati in strada giocattoli in segno di protesta ed alcuni sono ancora lì, spettrali.
La visione più tragica del paese è in periferia, qui edifici nuovissimi e appartamenti ultramoderni verranno demoliti e il resto del paesaggio sembrerà come se la guerra sia ancora in corso. Tutto ricorda una canzone : - "This is the end, my only friend, the end" (Jim Morrison).
Le rovine stanno cominciando a prendere forma, a diventare tali, alcune persone stanno depredando parte di ciò che resta degli edifici. C’è un cartello con su scritto "il mancante è stato usato come materiale da costruzione", oppure il negozio vicino alla città abbandonata che è disposto ad acquistare tutto quello che resta della città.
Erbacce e piccoli alberi crescono sui giardini. Non tutti gli abitanti hanno lasciato la città contemporaneamente. Infatti alcuni giardini sono completamente coperti di erbacce, immondizia ed alberi. Altri hanno ancora addirittura delle piante ornamentali in buono stato e ortaggi cresciuti.
Ci sono piscine, impianti di sportivi abbandonati, un sacco di robaccia inutile che la gente non ha preso con se quando è andata via. Senza contare la quantità di ricordi sotto forma di lettere e fotografie di famiglia.
L'edificio scolastico nei raggi del sole al tramonto è un’immagine di fine che non può descriversi. Le finestre tutte intatte fatte di plastica. Sul retro c'è un garage vuoto dei vigili del fuoco.
Ciò che capita di vedere ha dell’assurdo, c’è un cartellone pubblicitario che raffigura una pubblicità di "gas naturale" che dice: - "una fornitura di energia fossile con un futuro luminoso".
Certo…questa potrebbe essere la città dei writer vista la quantità di muri disponibile….
Alle 16:00 i lampioni si accedono, in una atmosfera già così fuori dal mondo e dalla vita, si riesce a superare l’immaginabile. È surreale….anche per una città morta. Guardando in strada, si scorgono la chiesa e la sala da bowling...queste luci… forse nemmeno in un film si potrebbe fare di meglio. Delle volte le case vuote sembrano opere d'arte moderna. Un’installazione su un marciapiede composta di pneumatici vecchi e materiale isolante potrebbe essere esposta in una galleria.
Una parte della città è già stata demolita. Erano edifici risalenti agli anni '80, alcune, ancora in piedi, hanno i tetti già rimossi. In alcuni luoghi hanno smembrato anche i giardini, gli alberi sono stati sradicati e sono stati ammassati ai bordi delle strade.
Sullo sfondo di questo paesaggio, un’immensa voragine di macchinari enormi che mangiano la terra alla ricerca di carbone, un paesaggio che ricorda le foto delle sonde su marte.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto:

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