Canate di Marsiglia - La strada che non lo raggiunse - Paesi Fantasma

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Canate di Marsiglia - La strada che non lo raggiunse

Paesi Fantasma > Italia > Liguria
Provincia: Genova
Tipologia: Borgo rurale
Stato attuale: Discreto
Età di edificazione: XII secolo
Data di abbandono: anni '60 anche se qualcuno resiste
Motivo dell’abbandono: Interruzione costruzione strada
Accesso: Su sentiero
Modalità di visita: Con restrizioni
Talvolta la superficialità di alcune azioni ha delle conseguenze davvero grandi; probabilmente è il caso del borgo di Canate di Marsiglia, piccola frazione del comune di Davagna appartenente all’altra frazione Marsiglia.
Si parla di superficialità perché probabilmente se la costruzione della strada non si fosse fermata proprio a Marsiglia, oggi non parleremmo di questo borgo come abbandonato.
Infatti, il borgo era tutt’altro che un semplice borgo rurale, la sua ubicazione era buona e chi ci viveva si trovava davvero bene.
Pare sia stata proprio la decisione di rinunciare alla strada sin lì, da parte delle autorità, che ha provocato l’emigrazione delle persone che vedevano il progresso fermato a due passi da loro, e così, forse, decisero di raggiungerlo.
Una scelta strana, poiché la frazione di Canate era ben servita dalla rete sentieristica e bastava asfaltare uno di questi percorsi per portare il progresso in questo splendido luogo.
A dispetto di altri borghi abbandonati della zona, qui c’era benessere e le decorazioni delle strutture lo testimoniano, come le artefatte ringhiere, i lampioni e i rivestimenti esterni delle case.
La corrente giunta negli anni ’30 doveva essere il primo traguardo per un progresso fermatosi lì; dell’acqua non c’era ancora necessità, al centro del paese vi era, anzi c’è ancora, una fontana che sgorga dell’ottima acqua.
Gli abitanti, a metà del secolo scorso, erano quasi un centinaio, un paesino che ha una storia tutta da raccontare iniziata nel XII secolo e che ha vissuto vicende storiche di notevole interesse, come quelle durante il secondo conflitto mondiale dove ha offerto e pagato le conseguenze dell’ospitalità ai partigiani.
Nonostante l’abbandono e la difficoltà di raggiungerlo, a Canate qualcuno ha deciso di rimanere e quindi è possibile incontrare alcuni animali da cortile e qualche segno di vita, mischiato con botti e damigiane che ben indicano la presenza di fiorenti vigneti in passato e segni di allevamento bovino oramai in rovina.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

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