San Pietro Infine - Il set di Monicelli - Paesi Fantasma

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San Pietro Infine - Il set di Monicelli

Paesi Fantasma > Italia > Campania
Provincia: Caserta
Tipologia: Borgo Medievale
Stato Attuale: Ruderi
Periodo Edificazione: Medioevo
Periodo Abbandono: 1944
Motivo Abbandono: Bombardamenti
Accesso: Su strada
Modalità di Visita: A pagamento
San Pietro Infine è un borgo abbandonato situato in provincia di Caserta al confine con il Lazio.
Il nome è legato al culto di San Pietro ed "Infine" pare sia invece attribuibile alla sua posizione di confine fra le due regioni.
Il luogo è popolato sin dal III secolo a.C.
STORIA

Il borgo ha origine medievale e si può riscontrare proprio dagli stretti vicoli e dal tipo di costruzioni ancora riscontrabili degli edifici, ovvero in pietra calcarea e con i tetti in legname.
Il paese fu distrutto dopo 15 giorni di bombardamenti nel lontano 1944.
La sua posizione è stata favorevole quando, durante l'Unità d'Italia, ci furono molti tumulti al sud, dei quali il borgo non ha risentito; la posizione ha favorito a sua volta la diffusione del fenomeno del brigantaggio in quelle zone.
Il II conflitto mondiale decimò i suoi abitanti nonostante si fossero rifugiati nelle grotte dette "della valle" e sul monte Sambucaro.
San Pietro è famoso perchè le immagini dei tristi momenti della guerra furono ritratte, proprio in questo luogo, da Jhon Huston nel suo documentario "The Battle of San Pietro" ed anche per avere accolto le scene del film "La Grande Guerra" diretto da Mario Monicelli nel 1959.
Il paese fu ricostruito più a valle nel 1950.
LA VISITA

Il giorno 31/07/2011, nel pieno dell'estate, io, Mario, Valentina e Alessandro decidiamo di visitare il paesino abbandonato di San Pietro Infine; abbiamo preso un po' di informazioni e sappiamo che il paesino è stato raso quasi del tutto al suolo nel 1943 poichè ebbe la sfortuna di trovarsi sulla linea Reinhard di difesa dei tedeschi durante la II guerra mondiale.

Arrivarci non è affatto difficile, presa la A1, l'uscita è San Vittore e in 15 minuti siamo giunti a destinazione.

Seguiamo le indicazioni del Parco della Memoria, sappiamo che hanno costituito un museo detto "della guerra" per ricordare il sanguinoso conflitto mondiale della metà del secolo scorso e sappiamo che si trova proprio all'interno del paese.
Arriviamo nella piazzetta principale e notiamo con disappunto che ci sono alcune costruzioni ristrutturate, sempre in pietra, con disgustosi infissi in alluminio; al di sotto di essi c'è il "famoso" museo dove  ci sono all'esterno due ragazzi che ci guardano quasi incuriositi e straniti. Entrambi indossano una maglia blu con una qualche intestazione scritta sul petto ma non ci faccio caso. Più in là una terrazza con annesso ristorante ed albergo...in pratica un pugno nell'occhio consentito da chi gestisce i fondi per la ricostruzione degli antichi borghi ma facendone scempio, come già visto a Roscigno Vecchia.
Una volta ammirato per qualche istante il cannone sito al centro della piazza che è stato ridipinto in maniera molto approssimativa, ci incamminiamo verso il vicolo che sale al paese.
Al di fuori del Museo c'è un cartello, ingresso Museo 5.00€, ridotto 3.00€, proseguiamo, il museo siamo intenzionati a visitarlo dopo, quando la calura sarà meno sopportabile.
Ci sentiamo osservati dai due ragazzi senonchè, appena imbocchiamo il vicolo, i due ci fermano, ci chiedono cosa fossimo intenzionati a fare e ci dicono che: "teoricamente" dovremmo essere accompagnati da una guida, ma alle nostre rassicurazioni sull' esperienza in merito ai paesi fantasma ed anche in merito alla esperienza lavorativa di noi quattro, potevano rassicurarsi sulla bontà delle nostre azioni.
Lasciandoci entrare in paese ci invitano, qualora fossimo interessati, a visitare anche il museo.
Una volta lasciati alle spalle i due ragazzi entriamo nel vivo del paese e notiamo subito che è diverso dagli altri poichè le bombe han fatto bene il loro mestiere, la devastazione e la distruzone sono marcate e non ci sono molte abitazioni ancora in piedi, sembra quasi di visitare uno scavo archeologico.
Il paese si sviluppa su scalinate invece di strade che si compongono in lungo e in largo per il paese, noi saliamo ed esploriamo.
Ci sono varie stradine ed intuiamo che c'erano forse dei negozi, abitazioni, chissà... ci sono tante porte dove è poi tutto crollato, si vedono macerie a destra e manca e poi,  in mezzo alla vegetazione, c'è un cartello con scritto "orologio pubblico - Clock", ma francamente non capiamo dove sia l'orologio che il cartello posto fra i rovi indica. Saliamo ancora le scale e cominciamo ad intravedere la chiesa che dovrebbe essere il pezzo forte di questo paesino che è rimasta per metà in piedi; si entra da un cancello posto, probabilemente in un secondo momento, dove si può ammirare una struttura posta di fianco alla chiesa, per nulla distrutta.
Proseguiamo ed entriamo finalmente nel territorio della chiesa che si erge splendida fra degli archi: l'immagine è molto suggestiva.
Entriamo nella chiesa e ci rendiamo conto che probabilmente le recinzioni che sono a terra sono state divelte e che forse dovevano impedire l'accesso, poichè la chiesa non è in buone condizioni nonostante abbia un aspetto molto affascinante.

L'edificio sacro doveva essere splendido, ci i pavimenti colorati che sono molto belli, poi credo fosse affrescata quasi del tutto; la ammiriamo per un po' e poi usciamo.
Saliamo altre scale e ci ritroviamo nel vivo del paesino dove ci sono tante case crollate e qualcuna ancora in piedi; le strade sono coperte dalla vegetazione e molti sentieri sono impraticabili a causa di quest'ultima.
La sporcizia purtroppo è ovunque, notiamo  immondizia per nulla antica o "fantasma" nelle case e  nei viottoli, tutta recente, addirittura un tavolino IKEA!!

Diciamo che il "parco della memoria" pare si limiti nella cura della facciata del museo e della chiesa.
Ci sono molte abitazioni suggestive ed interessanti, passiamo anche sotto ad una sorta di piccolo tunnel, un arco profondo, senza capire sopra però cosa ci fosse...
Proseguendo la visita decidiamo di andare a cercare anche le famose grotte scavate nella montagna dagli abitanti della vecchia San Pietro proprio per mettersi al sicuro durante i bombardamenti, quindi torniamo indietro e ripassiamo nei pressi del museo dove richiama la nostra attenzione un uomo di mezza età che, con fare molto arrogante, ci chiede chi fossimo, cosa facessimo e chi ci avesse autorizzato (Un fiorino! ndr).

Siamo un pò straniti poiché in fin dei conti al paese si può accedere tranquillamente, infatti, salendo sopra alla parte alta del paese, c'è una strada asfaltata e ci sono i sentieri che abbiamo battuto poco prima per entrare nel borgo stesso. Il signore, arrogante, continua a parlarci con voce molto alta e dopo aver chiesto a nostra volta chi fosse, ci dice di essere il responsabile.

La cosa lascia perplessi tutti e quattro poiché quest'uomo di mezza età si presenta a noi in camicia Hawaaiana, con tanto di catenine e bracciali d'oro, senza avere un tesserino e senza essersi qualificato, con un fare che ricorda tutt'altro che un responsabile di un museo e che inoltre ci inveisce contro.... in ogni caso, ci ribadisce, ripetendo ben 10 volte, che dovevamo pagare ma senza specificare cosa, che avremmo dovuto avere una guida e che visitare il paese costa 5€ a testa ed è comprensivo dell'ingresso al museo ma con un tono per nulla convinto, anzi, dubbioso....

Dopo le nostre proteste per la mancata informazione al nostro ingresso, il "signore" ci concede di visitare il paese e le grotte a patto però di visitare il museo al nostro ritorno. La cosa ci sapeva un po' di ricatto e quindi decidiamo che il museo non lo avremmo visitato. Cosicchè, dopo avere visto le grotte che riteniamo poco entusiasmanti forse per via dell'accaduto, torniamo al museo per andar via. Ritroviamo tutti i personaggi precedenti, dai ragazzi al "signore" però in compagnia di altre persone e di un energumeno palestrato che con fare ancora più arrogante e minaccioso ci fa una partaccia per aver visitato il paese senza guida e che, ovviamente, andavano pagati 5€ (la frase che si dovesse pagare 5€ è stata un tormentone perchè ce l'hanno ripetuta mille volte).
Dopo le nostre spiegazioni sul fatto che ci fosse stato consentito di visitarlo senza guida e che non ci fosse nessuna forma di pagamento per la visita del paese, ci fan leggere dei cartelli che riteniamo fossero stati aggiunti successivamente al nostro ingresso nel paese ed in cui si leggeva che la visita al paese era a pagamento. La cosa che lascia un pò disorientati è il fatto che comunque su questi cartelli e su tutto quello che indicava i costi non ci fosse un simbolo del comune, del ministero o della regione; poi che nessuno avesse un cartellino e che non ci fosse nulla che facesse pensare ad una cosa fatta "come si deve".
Fatto sta che andiamo via dopo un piccolo battibecco e decidiamo di andare a visitare le "Ciampate del diavolo".
Ci tengo a dirlo, perchè è un sito che si trova a soli 17km da San Pietro Infine; è un sito importantissimo per la Paleoantropologia. Si tratta delle orme di antenati umani più antiche mai scoperte. Si trovano sul Vulcano spento di Roccamonfina nel comune di Tora e Piccilli, Fraz. Foresta; sono orme risalenti a 350.000 anni fa attribuite all'Homo heidelbergensis...per maggiori informazioni vi rimando alla pagina di Wikipedia.
Il sito lo abbiamo trovato chiuso, ma per colpa nostra poiché non ci siamo informati; il costo della visita è di 3.00€ e bisogna contattare preventivamente la associazione "Le Orme" all'indirizzo http://www.associazioneorme.it/

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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: Fabio Di Bitonto
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