Saletta di Costanzana - Il borgo delle leggende maledette - Paesi Fantasma

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Saletta di Costanzana - Il borgo delle leggende maledette

Paesi Fantasma > Italia > Piemonte
Provincia: Vercelli
Tipologia: Borgo rurale
Stato attuale: Buono
Età di edificazione: XI secolo
Data di abbandono: Sconosciuta
Motivo dell’abbandono: Sconosciuta
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Non consentita
Da quella che si considera una delle provincie più prolifiche dell’abbandono, si può trovare Saletta di Costanzana, un piccolo borgo rurale molto famoso per le sue leggende inquietanti. Ad incentivare tante storie ci pensò Giovan Battista Modena, uno storico della zona che nel XVI secolo affermò d’aver trovato ossa di giganti proprio nelle vicinanze di Saletta di Costanzana. Ovviamente per far viaggiare la fantasia dell’uomo bastano affermazioni e non prove, quindi, da quel momento, Saletta divenne un luogo magico e misterioso.
Definire Saletta un paese abbandonato forse è eccessivo, ma avendo delle vecchie abitazioni e un castello, oltre ad un particolarissimo tempio, ha fatto propendere la scelta sul paese e non sul semplice luogo.
La posizione isolata, poiché probabilmente nacque come grange, ha fatto sviluppare numerose leggende; la storia di Saletta di Costanzana non è molto nota, le prime strutture, oggi non più esistenti, sorsero attorno all’XI secolo, ma non si esclude che la presenza umana fosse già precedente, anche se di contro c’era la non salubrità della zona dovuta alle acque stagnanti che ivi erano presenti tutto l’anno.
I primi documenti che parlano del piccolo borgo risalgono al XII secolo e sono firmati da Federico Barbarossa; Nel XIV secolo Saletta di Costanzana, sinora detenuta dall’omonima famiglia Saletta, cedette il possedimento ad un monastero e rimase in mano al clero sino al XVII secolo, quando fu acquisito dal marchese Mossi.
Il marchese tentò di trasformare questa borgata in un modernissimo centro agricolo, ma il progetto non prese vita a causa del suo prematuro decesso che contribuì alla vendita di Saletta da parte degli eredi.
Dal XVIII secolo inizia il periodo buio di Saletta, dove le storie e le leggende si mescolano e le cronache lasciano spazio all’immaginazione.
Da questo momento le notizie non sono più attendibili e l’abbandono di Saletta di Costanzana non ha basi su cui fondarsi; solo le leggende, d’ora in poi, fanno da padrone.
Le strutture presenti a Saletta di Costanzana sono abbastanza numerose e conservate, ma quelle su cui concentreremo il nostro articolo sono tre: la chiesa, il castello ed il tempio.
La costruzione del castello viene accreditata alla fine del XIII secolo grazie ad alcuni documenti che ne testimoniano la costruzione; era il centro vitale del borgo, si trova molto vicino alla chiesa ma è circondato dai ruderi delle vecchie abitazioni; la struttura è stata ampiamente ristrutturata ed ora è proprietà privata.
La chiesa di San Bartolomeo è la struttura più prossima alla strada; la datazione incerta la fa risalire senza dubbio almeno al 1280.
Oggi è sprangata, fu vandalizzata e depauperata d’ogni cosa anni fa; a lei sono legati molti racconti piuttosto forti, grazie anche alla presenza, fra gli ornamenti esterni della chiesa, di teschi di mucca che avranno fatto correre la fantasia di tanti.
Pare che negli anni ’80 una setta avesse preso possesso della struttura e che vi ci svolgessero messe nere in onore di Satana; quando la voce, nel tempo, si sparse, iniziarono controlli da parte della polizia e la stampa locale si interessò molto all’accaduto, tanto da intervistare persone del luogo e raccogliere informazioni sui rituali che si commettevano nella chiesa stessa.
La chiesa, come d’uopo un tempo, ha anche uno spazio esterno dove sono state sepolte personalità varie; queste lapidi possono essere scorte con difficoltà nella vegetazione che ha ormai inghiottito tutto.
Il tempio, detto anche tabernacolo, fu dedicato a San Sebastiano e costruito in memoria di due amanti che decisero di suicidarsi per vivere il loro amore dopo la morte.
Il tempio in sé contiene già una leggenda poiché i due amanti facevano parte di famiglie rivali, di conseguenza, una volta che il loro amore trovava opposizione da chiunque, decisero di fuggire e suicidarsi nel luogo esatto dove oggi sorge il tabernacolo.
Il tabernacolo stesso fu fatto erigere da un prelato appartenente alla famiglia della giovane suicida e, oggi, ancora si racconta che gli spettri dei due amanti si aggirino spesso nelle adiacenze del tempio.
Un’altra storia riguardante questo luogo riguarda tre bambini: nella seconda metà dell’800 tre bambini, figli di lavoranti del borgo, giocavano per i campi; uno dei tre scomparve e furono chiamati in raccolta gli abitanti per cercarlo. Il giorno dopo il corpo del bambino fu ritrovato infilzato su un cancello. Da allora gli altri due bambini iniziarono a sognare il compagno deceduto che li invitava al gioco e, dopo poco, entrambi perirono in circostanze misteriose e in momenti differenti.
Da questa storia dovrebbero derivare i fantasmi che, nelle fredde notti nevose, dovrebbero intraprendere la strada dalla chiesa al cimitero lasciando sul selciato le proprie impronte.
Un’altra leggenda narra di una famiglia che si recò nei pressi di Saletta per una ita fuoriporta; terminata la gita, durante la strada del ritorno, uno dei membri della famiglia, una bambina, inizia a sentirsi poco bene.
I genitori cercano di curarla ma nell’arco di un paio di giorni la bimba muore nella disperazione più totale dei familiari.
Da quel giorno, dopo il dolore straziante per la perdita della figlia, i genitori iniziarono a registrare strani avvenimenti nella casa: oltre a strani rumori, iniziarono a sentirsi lamenti e voci.
Una notte il pianto udito in casa divenne così chiaro da far correre i genitori nella stanza in cui dormiva la bimba, non trovarono nessuno e il pianto si fece ancora più intenso.
Da qui in poi la storia si dirama verso varie soluzioni: c’è chi racconta che la famiglia decise per la riesumazione del cadavere che, ovviamente, venne ritrovato privo di vita ma col vestitino bagnato dalle lacrime; oppure che lo spettro della bimba infesti tutt’oggi la strada nelle vicinanze di Saletta e si diverta a terrorizzare gli automobilisti o, ancora, che nelle cascine nei pressi di Saletta, una bambina mai identificata, spesso si diverta a suonare nel cuore della notte i campanelli. Gli abitanti giurerebbero essere la bambina della storia di cui sopra.
Esistono ancora altre storie, dalla dama bianca che levita sui campi di Saletta in inverno, all’umile contadino vedovo che raccontava di una notte in cui la sua giovane e defunta moglie lo andò a trovare.
Un fatto più specifico di Costanzana sono gli avvenimenti poltergeist, pare che esista una documentazione fitta dei fenomeni, ma che nessuno riesca a procurarsela per consultarla.
In fin dei conti Saletta è un luogo unico nel suo genere che ha subito probabilmente eventi fuori dal comune; rimane, però, una splendida oasi fra le campagne vercellesi da visitare almeno una volta nella vita se si passa di lì.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: Fabio Di Bitonto
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