Romagnano al Monte - Il balcone sulla Lucania - Paesi Fantasma

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Romagnano al Monte - Il balcone sulla Lucania

Paesi Fantasma > Italia > Campania
Provincia: Salerno
Tipologia: Borgo rurale
Stato attuale: Ruderi
Periodo abbandono: 23/11/1980
Motivo abbandono: Terremoto (6.5)
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Alcune zone accessibili, altre no
Romagnano al Monte è un antico borgo arroccato su un vertiginoso sperone roccioso a strapiombo sul fiume Platano a 650 metri di altitudine.
Questo paese, assieme alla valle incisa dal fiume Platano, segna il confine fra Campania e Basilicata, infatti, spesso è citato erroneamente come centro appartenente alla regione Lucana.
Da sempre centro rurale, ha basato la sua economia sull’albero di ulivo che richiama una chiara origine romana del luogo, infatti, in epoca romana il luogo era già ben noto nella zona come appartenente ad una famiglia potente della zona stessa.
Noto all’epoca come "fundus Romanianus" il nome si è tramandato sino a noi divenendo Romagnano cui fu poi aggiunto "al Monte" all’unità d’Italia, per distinguerlo dall’omonimo Sesia in provincia di Novara.
Intorno all’anno 1000 sullo spuntone di roccia che avrebbe poi ospitato il centro abitato, sorse un piccolo castello, dove s’insediarono i primi abitanti di questo impervio luogo.
Lo sviluppo del paese parte dalla zona più prossima allo strapiombo, ad est, dove pare fosse sorta prima una torre, divenuta poi un castello nel tempo, poi fu costruita la chiesa e le varie abitazioni proseguendo verso ovest, come una sorta di stratificazione che distingue la zona più nuova del paese ad ovest e la più antica ad est. Tutto questo in teoria, perché successivamente all’abbandono l’uomo ha deciso di rimettervi mano distruggendo in maniera irrimediabile ciò che si era conservato, nonostante tutto, sino ai giorni nostri.

Caratteristica quasi unica sono i tantissimi scalini disseminati per il paese, necessari sia per il camminamento da un luogo all’altro, sia perché fungevano da panche per chi voleva riposarsi o da ingresso per le abitazioni.
Come sempre, le prime notizie scritte sono successive alla fondazione del centro; nel caso di Romagnano al Monte il primo documento scritto risale al 1167.

Il centro è passato di feudo in feudo, attraversando non poche sciagure.

Nel 1656 la popolazione fu dimezzata da una terribile epidemia di peste, di oltre 500 abitanti censiti nel borgo, ne rimasero soltanto 251.
L’antico castello fu probabilmente abbandonato nel settembre del 1694 a seguito di un forte terremoto, stimato circa 6.9 Richter, che causò nella zona circa 6000 vittime.
Un’ulteriore certezza la si ha per il fatto che la famiglia che abitava il castello all’epoca, ovvero la famiglia del Marchese dei Ligni, poco tempo dopo risulta trasferitasi presso il centro abitato.
Nel 1763/1764 un’incredibile carestia colpì il paesino rendendo le persone che rimasero in vita degli scheletri ambulanti, così come li definì l’Arciprete Don Ruggiero Casale, e come per il passato, la popolazione ebbe una forte riduzione di numero.
Alla fine del 1700 scoppiò il fenomeno del brigantaggio, il cui elemento di spicco di Romagnano fu tale Giuseppe Paterna, sacerdote di San Gregorio Magno. Egli fu ucciso nel 1809, giustiziato dai soldati francesi proprio a Romagnano.
Nel 1857, il 16/12, avvenne un altro terribile sisma di magnitudo 7.0 Richter, con epicentro a Montemurro che causò 11000 vittime.
Le conseguenze a Romagnano furono gravi, oltre a decimare la popolazione, i sopravvissuti vissero per almeno un anno in baracche di fortuna ai confini del paese, anche perché i fenomeni sismici non accennavano a fermarsi.

Nel 1870 furono avviati i lavori per la ferrovia Battipaglia -
 Potenza, terminata cinque anni dopo.

La popolazione raggiunse il suo picco nel 1881, quando il borgo sfiorò le 1000 anime.

Sin dal 1400 a Romagnano fiorirono le strutture religiose, ma molte di esse sono state distrutte e ricostruite, trascorrendo periodi di sconsacrazione.
Il 23 novembre del 1980 l’Irpinia fu colpita ancora una volta da un violento sisma, 6.5 Richter,

la terra tremò per ben 90 secondi e sancì la fine di Romagnano, relegando il paese all’abbandono e regalando uno dei paesi abbandonati più suggestivi in assoluto. La popolazione fu trasferita a 2 km del centro antico e lì furono costruite nuove abitazioni prefabbricate sostituite solo venti anni dopo da costruzioni vere e proprie.

Entrare nel paese non è semplice, gli ingressi non sono certamente molti vista la sua posizione, ma allo stesso tempo, quello più scontato risulta chiuso per lavori in corso.

Volendo fare un giro attorno al paese si scorge un sentiero che porta nel cuore del borgo, privo di qualsiasi impedimento.

Come detto precedentemente, il paese, da ovest a est, sembra sia un viaggio nel passato poiché all’ingresso del paese si scorgono dei palazzoni moderni (anni ’70) che stonano del tutto con l’architettura del paese, anche se sono rimasti apparentemente integri, sono dei palazzi di circa sei piani pericolanti.
Appena si entra nel cuore del paese iniziano le note stonate, non tanto quelle di un tentato recupero del luogo, quanto di un tentato recupero del luogo attraverso la cancellazione degli elementi architettonici originari e quindi attraverso la cancellazione della memoria e della cultura del paese.

Alcune abitazioni sono visitabili e si possono ancora trovare all’interno elementi di arredo tipici, come cucine tavoli e sedie, ma sono state senza dubbio razziate e vandalizzate.

Molte strutture sono crollate, quelle che sono rimaste in piedi hanno visibilissimi segni di cedimento e crepe preoccupanti, ma allo stesso tempo si scorgono ulteriori tentativi di ristrutturazione, ma i lavori sono fermi, in alcuni casi lasciati a metà e in altri terminati ma con già nuovi danni causati dai vandali. Molte zone del paese non sono raggiungibili, purtroppo proprio quelle che danno a strapiombo sul fiume sono state sbarrate e non ci è possibile arrivare. La chiesa è stata murata ma hanno già provveduto a sfondare il muro di cemento posto all’ingresso della chiesa pericolante. Sono state scattate alcune foto ma sono venute malissimo…
Proprio nei pressi della chiesa sono in corso d’opera i lavori per un B&B, cosa a dir poco assurda…
Proprio nei pressi della chiesa sono in corso d’opera i lavori per un B&B, cosa a dir poco assurda…

Il paese è tra quelli più caratteristici in assoluto, famoso perché spesso è stato preso proprio ad emblema del terremoto dell’80, ma il tentato recupero, a tratti fallito, ne ha segnato profondamente il presente, il passato ed il futuro.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: Fabio Di Bitonto e Davide Mitidieri

Immagine Panoramica da: www.postirtual.wordpress.com
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