Reneuzzi - L'abbandono e l'omicidio di una giovane donna - Paesi Fantasma

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Reneuzzi - L'abbandono e l'omicidio di una giovane donna

Paesi Fantasma > Italia > Piemonte
Provincia: Alessandria
Tipologia: Borgo rurale
Stato attuale: Ruderi
Data di abbandono: 1961
Motivo dell’abbandono: Ubicazione sfavorevole
Accesso: Su sentiero
Modalità di visita: Libera
 
 
La valle dei Campassi è un luogo molto prolifico per quanto riguarda borghi e piccole costruzioni abbandonate; un tempo questa zona pullulava di persone e di attività, ma ad un certo punto la costruzione, altrove, di nuove strade più comode e le difficoltà nel muoversi fra questi monti, unite allo spopolamento delle campagne ha determinato una migrazione di massa da queste zone a luoghi più comodi e con più possibilità di lavoro.
Ovviamente tale situazione permane, anche se meno pressante di allora, e lo spopolamento avviene ancora nei borghi abitati anche se arginato dal ritorno delle persone verso le campagne e dall’attrattiva di un turismo di nicchia come già avviene in altri luoghi.
Reneuzzi è uno di questi paesi che non ha mai avuto l’onore di avere una strada che la raggiungesse, tale avversità ha condannato, senza dubbio, il paese all’abbandono; affacciato sulla Liguria come ultimo baluardo piemontese, il borgo nel dialetto locale veniva chiamato Renéuzi o Renéusi sino a Renéixi, ed è ubicato su un versante del Monte Antola ad oltre 1000 metri di altitudine.
È un tipico borgo della zona, con le sue peculiarità architettoniche e uno sviluppo piuttosto contenuto, ma fu alla ribalta, nel medesimo anno del suo abbandono, il 1961, per un grave fatto di cronaca.
Un uomo si è reso responsabile dell’assassinio di una giovanissima donna del luogo. I due protagonisti, lui trentuno anni e lei venti, erano cugini di primo grado da parte di madre; l’uomo si era invaghito della giovane la quale, dopo un inizio in cui anch’essa ricambiava l’interesse, declinò le avances dell’uomo. Probabilmente il cambio di idea accadde per le pressioni della famiglia che si opponeva o, forse, perché resasi conto che quell’uomo fosse un po’ eccessivo nei suoi modi.
Fatto sta che l’uomo iniziò a perseguitarla come un moderno stalker e non riusciva ad accettare che la giovane non fosse sua.
In pieno spopolamento del borgo, anche la famiglia della giovane decise di emigrare per avere fortuna e, a questa notizia, l’uomo impazzì di gelosia; giurò la morte alla ventenne qualora avesse seguito la sua famiglia.
La giovane decise di seguire comunque i genitori e, durante il viaggio sul sentiero, rallentò staccandosi dalla propria famiglia.
Fu qui che l’uomo, armato di rivoltella, la attendeva e quando la vide, le sparò, ma senza ucciderla. La giovane si rifugiò in un capanno vicino al sentiero, ma fu raggiunta dall’uomo che la finì e scappò.
La polizia cercò per alcuni giorni l’uomo, ma invano; solo dopo cinque giorni il corpo dell’uomo fu scoperto a pochi passi dal sentiero e la polizia giunse alla conclusione che si era egli stesso tolto la vita con la stessa pistola del delitto precedente.
Tale evento fece scalpore in zona e non solo, Reneuzzi era sulle bocche di tutti finché la cosa desse di che discutere, poi fu dimenticata e con esso il paese che, alla fine di quell’anno, oramai contava un solo abitante.
Il borgo nel periodo in cui era più popolato, nell’800, raggiungeva le 300 anime, fra la prima e la seconda guerra mondiale gli abitanti oscillavano intorno ai 30; dopo la seconda guerra mondiale raggiungeva circa 20 abitanti, ma già alla fine degli anni ’50, col boom economico, gli abitanti si contavano sulle dita di una mano.
Il borgo oramai si presenta spoglio, al suo ingresso vi è il cimitero, dove la vegetazione ha mangiato le rocce delle lapidi tranne una e un piccolo oratorio. La lapide visibile, grande rispetto alle altre, è proprio della giovane donna uccisa nel 1961, ultima lapide ad essere posta in questo cimitero oramai dimenticato.
La chiesa annessa all’oratorio è forse la cosa meglio conservata del borgo, probabilmente è stata usata e conservata anche dopo l’abbandono; il borgo si sviluppa su due sole strade, ci sono solo gli scheletri delle varie epoche, della fastosità dell’800 con edifici più ricchi e di quelli più semplici, quando il borgo era già in declino.
Poi si giunge nella piazza, l’unica zona che offre aria ai visitatori, l’unico luogo che forse, ancora, dà un barlume di speranza ad un posto che, oramai, assieme ai suoi fantasmi, è stato dimenticato.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto:

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