Porciorasco - Il borgo dell'alto campanile - Paesi Fantasma

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Porciorasco - Il borgo dell'alto campanile

Paesi Fantasma > Italia > Liguria
Provincia: La Spezia
Tipologia: Borgo Pastorale
Stato attuale: Vario
Età di edificazione: XVII secolo
Data di abbandono: 1986
Motivo dell’abbandono: Posizione non ottimale
Accesso: Su strada sterrata
Modalità di visita: Con restrizioni
È nella verde Liguria che spesso ci dobbiamo soffermare a guardare il passato; sulle alture a strapiombo sul mare si celano tesori nascosti come quello di Porciorasco, un piccolo borgo abbandonato ormai da circa trenta anni.
Quando si arriva a Porciorasco la prima cosa che si vede, è una cappelletta ben tenuta ed il cimitero, evidentemente ancora frequentato per rendere omaggio a chi vi riposa; dopodiché è possibile ammirare l’enorme contrasto fra una decadenza che sembra avanzi da almeno un secolo e l’abbandono recente, targato anni ’80.
Il borgo risale agli inizi del ‘600 quando pastorizia e agricoltura erano assai diffuse in zona; il borgo non ha mai avuto uno sviluppo marcato e non andò mai oltre i 150 abitanti della metà del XIX secolo.
Nel paese vi era la famiglia De Paoli, famosa nel circondario per la sua azienda, specializzata nel settore primario, caratterizzata da una filiera unica su cui viveva l’intero abitato con attività sia nell’agricoltura, sia nel commercio e sia nei lavori manuali con le botteghe direttamente dipendenti dalla famiglia.
La famiglia De Paoli fu responsabile anche della costruzione del famoso Palazzo De Paoli, dove sorgevano le suddette botteghe; pare abbiano esportato il loro modello d’azienda dalla Corsica, loro terra di origine e da un precedente esperimento in un’altra zona della Liguria stessa.
La famiglia edificò il proprio omonimo palazzo già nel XVII secolo e fu successivamente ampliato. È in buono stato ed è stato oggetto anche di interessi economici da parte di gente facoltosa e di progetti di recupero vari.
Alle spalle del palazzo a pianta rettangolare, vi è un enorme giardino e gli interni del palazzo sono finemente curati e sembra che, a parte la polvere, ci si potrebbe tornare a vivere in qualsiasi momento.
La crisi a Porciorasco iniziò già durante il boom economico del secondo dopoguerra, quando l’agricoltura iniziava a perdere attrattiva per tutti. La differenza fu che nel borgo la gente, grazie all’azienda De Paoli ereditata da un’altra famiglia, credeva di poter andare avanti e così fu per parecchi anni, sino al 1986, quando l’azienda chiuse, gli abitanti andarono via e anche la cappella rimase deserta.
La chiesa fu costruita nel 1807, quando il numero di persone a Porciorasco iniziò a divenire stabile e congruo; caratteristica importante è l’alto campanile che svetta da lontano. La chiesa può ospitare qualche centinaio di persone e al suo interno si trova la “Madonna con bambino”, donato dalla stessa famiglia De Paoli, una scultura di legno proveniente dalla scuola genovese.
Come tutte le realtà piccole ma storiche, Porciorasco nasconde interessanti scorci architettonici e artistici.
Tali peculiarità sono riscontrabili non solo nelle due principali costruzioni del borgo, ma anche fra le piccole e umili abitazioni.
Gli interessi che ruotano attorno a questo borgo fanno ben sperare in un suo recupero.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: Davide Zé
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