Gessopalena - Fra gesso, nazisti e terremoti - Paesi Fantasma

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Gessopalena - Fra gesso, nazisti e terremoti

Paesi Fantasma > Italia > Abruzzo
Provincia: Chieti
Tipologia: Borgo Minerario
Stato attuale: Ruderi
Periodo edificazione: 1000 ca.
Periodo abbandono: 1959
Motivo abbandono: Vari
Accesso: Su sentiero
Modalità di visita: Con restrizioni
Gessopalena è un paesino della valle dell’Aventino che ha un passato antico.

La parte più antica, quella disabitata, ha un’origine medievale e si colloca su uno sperone gessoso che domina l’intera vallata.
Il suo toponimo ha a che fare con il gesso ed è dovuto non solo al fatto che la parte antica sorgesse su uno sperone del medesimo materiale, ma anche dal fatto che la sua principale attività fosse l’estrazione mineraria dello stesso.
Gli antichi toponimi hanno sempre contenuto questo sostantivo: i romani la chiamavano Terrae Gypsi, nel medioevo divenne Gisso de domo e poi Gesso per poi diventare, successivamente Gesso Prope Palenam (Gesso vicino Palena) per distinguerla dall’altra Gesso nel vastese, chiamata Gesso Prope Vastum (Gesso vicino Vasto); da qui poi, nel tempo, è mutuata in Gesso Palena e Gessopalena.
In alcuni scritti è possibile anche leggere di un luogo chiamato Castellum de Gessi, ma non si è certi che si riferisse a questo luogo.
Gli abitanti più anziani ancora la chiamano Gesso, così come si chiamava un tempo, mentre in dialetto arcaico era denominata “La Jps” e in dialetto moderno “Lu Jis”.
La storia di Gessopalena, in generale, inizia già nell’età preromana, ciò lo sappiamo grazie al ritrovamento di numerosi reperti e mura che indicano la presenza passata di numerosi insediamenti in zona.
I primi documenti che parlano di una Gessopalena risalgono al 1059, dove si nomina tale Gipso de Domo, anche se il “domo” era solito essere dato a parecchi luoghi in quei tempi.
In età più moderna, la storia ha voluto che non essendo più necessario rifugiarsi sugli speroni rocciosi per difendersi, il paese abbia iniziato a svilupparsi anche verso valle.
L’abbandono fu graduale, poiché iniziò prima l’espansione all’inizio del XIX secolo che continuò inesorabile sino al XX secolo, quando nel paese vecchio vivevano solo le persone più povere e anziane, in aggiunta c’erano alcuni artigiani e qualche ebreo che preferì non muoversi.
La seconda guerra mondiale condannò Gessopalena, poiché fu rasa praticamente al suolo e si consumò uno dei più atroci eccidi nazisti in una zona già liberata italiana:

il 21 gennaio del 1944 i nazisti bruciarono vive oltre 40 persone, ciò accade nella zona della contrada Sant’Agata; le persone arse vive erano solo donne e bambini. Questo fu lo spunto perché si venisse a formare la Brigata Maiella, uno dei primi movimenti partigiani del luogo.
Ma Gessopalena ha avuto varie origini e varie fini; infatti, il primo nucleo abitativo fu Valle Sorda che fu poi abbattuto nel 1974. Questo luogo si racconta che, col tempo, si fosse urbanisticamente unito a Pieve di Santa Maria e che un’antichissima galleria sotterranea li unisse sin dalle loro origini. In località Terranova era molto famosa una torre, probabile ingresso del paese, unita ad un arco costituente l’antica porta. Anche il castello, che troviamo ancora nei toponimi, sembra essere svanito nel nulla.
Tutta la zona circostante la rupe gessosa era disseminata di monasteri e di chiese di cui oggi rimane solo qualche rudere.
La roccia di gesso su cui è sorto il paese che oggi risulta abbandonato ha dato lavoro per secoli ai cosiddetti gessaroli e, la stessa Gessopalena e i paesi limitrofi, sono stati costruiti tutti grazie alla malta che si otteneva con il gesso del luogo.
Il paese antico aveva un’architettura piuttosto semplice e povera, probabilmente era presente un castello ove ora sorgono le rovine del monastero e la pianta urbanistica era funzionale, infatti, difendeva dagli attacchi da valle ed anche dalle pestilenze.

Molte abitazioni erano scavate per la maggior parte nel gesso stesso e questa è una caratteristica peculiare del luogo.
Gessopalena resistette ad un primo devastante terremoto, quello del 1705, i cui danni furono riparati; al sisma del 1933 seguì la guerra e Gessopalena iniziò a barcollare finché, persa la funzione primaria del luogo, cioè l’estrazione del gesso, nel 1959 anche l’ultimo abitante andò via.
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Articolo: Fabio Di Bitonto
Foto:
www.inabruzzo.itGiovanni Lattanzi
http://www.infrentania.itLuigi Esposito
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