Fabbriche di Careggine - Il borgo sommerso per eccellenza - Paesi Fantasma

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Fabbriche di Careggine - Il borgo sommerso per eccellenza

Paesi Fantasma > Italia > Toscana
Provincia: Lucca
Tipologia: Borgo sommerso – Antica ferriera
Stato attuale: Sommerso - Ruderi
Periodo edificazione: XIII secolo
Periodo abbandono: 1953
Motivo abbandono: Costruzione diga
Accesso: Impossibile
Modalità di visita: Impossibile
Nell’Italia del secondo dopoguerra contava solamente il progresso, la conservazione di usi e costumi locali, la salvaguardia del patrimonio architettonico e culturale era messa in secondo piano, così, aumentando la domanda di energia elettrica, si necessitava di maggiore produzione della stessa e allora, soprattutto nel centro-nord Italia, si iniziavano a sbarrare valli per creare bacini idrografici artificiali.
Questi bacini servivano a produrre energia elettrica e la cosa divenne talmente “normale” da iniziare a sbarrare valli là dove non era possibile farlo o addirittura sommergendo interi paesi.
Così nacquero sciagure come quella celeberrima del Vajont oppure la sommersione di interi paesi come Osiglia, Stramentizzo, Curon Venosta, Isola Santa e, ultimo ma solo per questioni di pathos, Fabbriche di Careggine.
Sino a qualche anno fa il paese riemergeva dalle acque ogni dieci anni, si svuotava il lago, si ripuliva e i turisti camminavano nel passato come forse da nessun altra parte si può fare; poi la tecnologia ha permesso di evitare tale pratica e da parecchi anni il paese non riemerge più.
Quindi non è più possibile passeggiare fra le casette e la chiesa di San Teodoro; nessuno può più ammirare il piccolo cimitero o il ponticello antichissimo, eppure sarebbe un richiamo turistico unico al mondo.
Il borgo fu fondato nel XIII secolo da una comunità di fabbri lombardi; a metà del ‘700 il luogo si dotò addirittura di un mulino e gli furono concessi dei privilegi fiscali per il trasporto delle merci che recò al paese un certo benessere.
Ciò fu dovuto alla conquista degli Estense, nota e potente famiglia dell’epoca, che fece del luogo il maggiore produttore di ferro dello stato.
Il borgo era attraversato dalla Via Vandelli, una strada storica che collegava Modena e Massa e che solo in teoria era pratica e veloce, in realtà la strada presentava notevoli insidie.
D’inverno la neve e il freddo quasi impedivano il suo transito e, nelle stagioni più benevole, la strada era infestata di briganti.
Il mancato utilizzo di tale via fu all’origine del lento declino del borgo.
Nel XX secolo iniziò lo sfruttamento industriale delle cave di marmo presenti sul territorio di Vagli e le società minerarie necessitavano di energia elettrica.
Nel primo decennio del ‘900 fu costruito un impianto idroelettrico sul torrente Edron, quello che attraversava Fabbriche; ma nel 1941 l’energia richiesta era di gran lunga maggiore rispetto a quella fornita e quindi si decise di creare un bacino artificiale sacrificando il piccolo borgo di Fabbriche di Careggine.
Vagli aveva circa 30 abitazioni e 150 abitanti; tutti furono espropriati della propria casa e dei propri terreni e mandati altrove. Così ebbe fine il borgo.
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: 

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