Civita di Bagnoregio - Il paese che muore - Paesi Fantasma

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Civita di Bagnoregio - Il paese che muore

Paesi Fantasma > Italia > Lazio
Provincia: Viterbo
Tipologia: Borgo castellare
Stato attuale: Buono
Periodo edificazione: 500 a.C.
Periodo abbandono: Scarsamente popolato
Motivo abbandono: Frane
Accesso: Su Ponte
La città che muore....
La città che muore, ma non è morta.
La fama della Civita di Bagnoregio la condanna ad un’agonia lunga anni che non la fa morire, come se fosse un malato terminale cui viene somministrata una terapia del dolore.
La Civita non è propriamente abbandonata, non è remota, se non nell’ubicazione e non è in nessun modo deserta.
I turisti la affollano ogni giorno, invadono la piazza e i suoi vicoli stretti, lo scrittore Antonio Mocciola definisce la visita, nel suo libro “Le belle Addormentate”, come un’autopsia collettiva; la pace la trova di notte, quando i turisti ripartono per le loro città e gli sparuti abitanti, dodici in tutto, si rintanano nelle case.
Civita di Bagnoregio poggia su uno sperone tufaceo, lo stesso che l’ha resa tanto famosa e che l’ha condannata alla sopracitata agonia.
Sì, perché lo sperone frana, a poco a poco, da secoli e porta via pezzi della cittadina, pezzi di storia, pezzi di vita.
Il mondo è unito alla Civita grazie ad un ponte di cemento armato edificato nel 1965.
La storia del ponte è particolare, perché il borgo è sempre stato unito a Bagnoregio da un lembo di terra che, però, si polverizzò durante il terremoto del 1794; successivamente fu edificato un ponte di pietra che fu in uso sino alla seconda guerra mondiale, quando i tedeschi decisero di bombardarlo.
Solo nel 1964 fu terminato il nuovo ponte che, però, a causa della fragilità del territorio o, forse, a causa di un errore di progettazione / costruzione, crollò prima ancora di essere inaugurato.
Allora si iniziarono immediatamente i lavori di un nuovo collegamento fra la “terraferma” e la cittadina che fu ultimato nel 1965; il ponte in cemento armato è tuttora in uso e percorribile solo a piedi, tranne in alcuni casi, deliberati dal comune, dove è percorribile anche in bici e in motorino, ma sempre previa valutazione e accettazione degli organi comunali.
La bellezza della sola Civita sarebbe sufficiente a convincere chiunque a visitarla, ma c’è di più, poiché lo sperone tufaceo che la ospita sorge in un contesto assai ricco; il lago di Bolsena da un lato e la valle del Tevere dall’altro incorniciano geograficamente una zona straordinaria.
Al di sotto dello sperone tufaceo scorrono il Rio Torbido ed il Rio Chiaro, responsabili, in parte, dell’erosione della roccia che regge il paese.
Civita di Bagnoregio ha una storia lunga ben 2500 anni, in posizione ideale sia per la difesa sia per le rotte commerciali, poiché si trovava lungo una delle vie principali d’Italia e nei pressi del Tevere, importante via commerciale antica.
Civita possedeva cinque porte, di cui oggi ne rimane soltanto una, e conserva la sua struttura originaria di stampo etrusco a decumani, riutilizzata poi dai romani.
Al di sotto della cittadina stessa è presente una antichissima necropoli etrusca, a testimonianza diretta del legame che c’era fra il borgo e l’antico popolo.
Civita diede il natale a Giovanni Fidanza, che divenne successivamente San Bonaventura.

Da sempre l’uomo cerca di arginare l’erosione dello sperone roccioso, perché è da quando la Civita è stata costruita che ha iniziato a franare; gli stessi etruschi cercarono di arginare i fiumi posti al di sotto della rupe e costruirono canali di scolo per le acque piovane.
I romani continuarono il lavoro iniziato dai loro predecessori, opere che, in qualche modo, rallentarono l’erosione ma che rimasero anche le ultime ad essere fatte, così, ripresa l’erosione, il paese fu conquistato dalla sfiducia e dall’abbandono.
Nel borgo sono presenti, oltre che vari ristoranti ed attività commerciali, numerosissime abitazioni medievali caratteristiche e la chiesa di San Teodoro che affaccia sulla piazza principale e dove è custodito un antico crocifisso di legno; altra importante tappa da fare alla Civita di Bagnoregio è quella dell’antico mulino risalente al XVI secolo, il Palazzo Vescovile, la casa di San Bonaventura e la Porta di Santa Maria.
Numerose volte il borgo è stato usato come set cinematografico:
 
  • A Civita sono state girate le scene iniziali di “Terra Nostra 2”, dove, peraltro, due dei protagonisti sono anche originari del borgo.
 
  • “I due colonnelli” del regista Steno, con Totò
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: Davide Mitidieri
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