Borgo Borzellino - Paesi Fantasma

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Borgo Borzellino

Paesi Fantasma > Italia > Sicilia
Tipologia: Borgo rurale
Stato attuale: Strutture conservate
Età di edificazione: 1940
Data di abbandono: anni '60
Motivo dell’abbandono: Spopolamento
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Libera
A differenza di tanti altri borghi fondati durante la riforma fascista, Borgo Borzellino è relativamente vicino ad un centro abitato, cioè quello di S. Cipriello.
Nelle sue immediate vicinanze è presente anche una linea ferroviaria fantasma: la Palermo – Camporeale.
Il borgo faceva parte della seconda tornata di costruzioni che avrebbero dovuto ridare lustro al meridione di Italia attraverso l’agricoltura; fu progettato da G. Caronia e G. Puleo e si aggiungeva agli otto borghi già costruiti fra il 1939 e il 1940 ma, purtroppo, non fu completato.
Il borgo, i cui lavori cominciarono agli inizi degli anni ’40, fu “vittima” dello sbarco degli alleati del 10/07/1943 e i suoi lavori furono interrotti assieme a quelli di Borgo Guttaduro e Borgo Bassi, Borgo Ventimiglia, Borgo Callea e Borgo Caracciolo.
Borgo Borzellino era uno dei borghi di classe elevata che avrebbe dovuto avere tutti gli accessori e tutte le comodità dovendo essere il borgo di riferimento della zona.
 
Il progetto originario subì delle modifiche dopo la guerra e fu terminato nel 1955 quando la costruzione di tali borghi era oramai poco ottimistica visti i risultati dell’esperimento negli anni precedenti.
Come gli altri borghi, anche questo era stato progettato male e aveva molte imperfezioni che lo rendevano quasi invivibile; al di là delle condizioni di vita al limite che poco si adattavano al progresso che si stava iniziando a profilare in quegli anni, addirittura fu dimenticata la costruzione della chiesa nella progettazione.
Oggi il borgo è un paradosso vivente: mentre di giorno, grazie alla vicinanza dell’autostrada, i suoni sembrano di un paese vissuto, la notte si odono solo i campanacci delle mucche che un pastore ha pensato bene di mettere qui a dimora, occupando alcune strutture ad uso stalla. A ciò si contrappongono i rumori tipici di un borgo fantasma, con i suoni di porte e finestre, ganci e portoni che sbattono in armonia col vento….
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Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto: Enzo Lombardo e Roberto Rinaldi
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