Assiano - IL declino della ruralità - Paesi Fantasma

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Assiano - IL declino della ruralità

Paesi Fantasma > Italia > Lombardia
Provincia: Milano
Tipologia: Borgo rurale- Cascinale
Stato attuale: Strutture parzialmente conservate
Data di abbandono: 2001 ca
Motivo dell’abbandono: Spopolamento
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Non consentita
Nonostante sia ubicato a pochi minuti da Milano nell’immediata periferia ovest, Assiano è un borgo rurale abbandonato. Si affaccia sulla strada denominata Via Cusago che collega il comune di Cusago con il quartiere milanese di Baggio.
Nel museo archeologico del Castello Sforzesco di Milano c’è una lapide romana con inciso “AXILIANUM “, la targa che la correda porta scritto: “Trovata nel territorio di Baggio”, ciò fa presupporre che le origini di Assiano possano attribuirsi all’epoca romana.

In una sentenza giudiziale del 1045 e successivamente nel 1046, Azzano, conte e marchese di Milano riconosce alla Basilica del Capitolo di Sant’Ambrogio il possesso di alcuni beni in Assiano, già appartenenti ad un certo Arderico de Muzano (Muggiano).
Negli “Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano” del 1346 Assiano risulta incluso nella pieve di Cesano Boscone e viene elencato tra le località cui spetta la manutenzione della “strata da Bagio” (“Strada di Baggio”).

Nei registri dell’estimo del ducato di Milano nel 1558 e nei successivi aggiornamenti del XVII secolo il comune risulta ancora compreso nella Pieve di Cesano Boscone.
A metà del XVIII secolo il comune di Assiano era sottoposto direttamente alla giurisdizione della città di Milano presso i cui uffici pretori il console era tenuto ogni anno a prestare l’ordinario giuramento.

Il console, inoltre, tutelava l’ordine pubblico ed era responsabile della gestione degli interessi della comunità assistito però dai primi garanti ai quali competeva l’amministrazione del patrimonio pubblico nonché cura e custodia delle scritture pubbliche, mentre un cancelliere residente in Milano si occupava della sola compilazione e ripartizione delle imposte annuali pagate direttamente alle casse della provincia di Milano.

Sotto il dominio napoleonico Assiano fu annesso al comune di Cusago (1808-1816) e contava 205 abitanti. Riacquistò la sua autonomia nel 1816 con la nascita del Regno Lombardo-Veneto.

Nel 1841 il comune fu aggregato a quello di Muggiano, a sua volta annesso a Baggio nel 1869.

Nel 1923 anche Baggio fu soppresso e annesso alla città di Milano.
Nel secolo scorso l’azienda più grande era di proprietà della famiglia Agnelli, con 1800 pertiche di terreno (120 ettari), poi nel 1946 questi l’hanno venduta alla famiglia Feltrinelli, industriali e possidenti in Milano, che la diedero in affitto ai Migliavacca ai quali subentrarono poi i Cainarca. Il terreno di questo borgo è complessivamente di circa 200 ettari.
Fondamentalmente Assiano è strutturata e suddivisa in corti tra loro indipendenti, in questo modo : la corte dei Gambini di proprietà privata; la corte del tabaccaio con affittuari i Bianchi anch’essa di proprietà privata e la corte dei Cainarca di proprietà dell’ALER (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale).

Fino all’inizio del secolo scorso Assiano era una potente forza economica della zona nella produzione di molti prodotti agricoli. In particolare, era molto noto il caseificio (o “casera”) “Gambini” situato nella corte della famiglia, i quali trasformavano il latte prodotto ad Assiano.

La corte dei Gambini fu l’ultima corte attiva in Assiano.

La famiglia Agnelli costruì una parte di casa padronale a ridosso della testa di uno dei fontanili che circondano Assiano, nello specifico il maestoso Fontanile S. Martino, in modo da far scorrere l’acqua in una canalina all’interno del locale cantina che poi usciva attraverso feritoie sull’angolo opposto, migliorando la conservazione di formaggi, burro ed altri prodotti dell’azienda grazie ad un luogo mantenuto fresco dall’acqua sorgiva del Fontanile. Questo permetteva di sostituire egregiamente sistemi di refrigerazione non presenti ai tempi.
Sono poche le informazioni che abbiamo circa il primo abbandono del borgo, che probabilmente iniziò dopo la morte di due dei maggiori esponenti della comunità.

Ci fu lo spopolamento totale della parte gestita dall’ALER, ed uno spopolamento parziale del resto di Assiano.
Fino agli inizi del nuovo secolo era attiva la trattoria “La Vecchia Assiano” che offriva agli ospiti l’atmosfera e la cucina tipica Lombarda. I cittadini che hanno percorso Via Cusago in passato ricordano sempre un grande movimento di TIR fuori dalla trattoria, molti i camionisti di passaggio grazie al piazzale esterno ideale per il parcheggio, sostavano prima di riprendere il viaggio.
Attualmente Assiano si trova in uno stato di totale abbandono, fatta eccezione di due guardiani, padre e figlio, che saltuariamente si occupano di una blanda manutenzione di una corte, coltivando anche un proprio orto privato pur non abitando nel paese.
La proprietà dell’ALER purtroppo versa in uno stato di avanzato degrado e quindi facile preda di scaricatori di rifiuti abusivi. Questo a dimostrare lo scarso ed inadeguato interesse che l’azienda ha mostrato nei confronti di Assiano.
E pensare che la posizione di Assiano è molto strategica; situata a due passi dall’uscita di Cusago della Tangenziale Ovest di Milano, punto nevralgico nella connessione tra la periferia Ovest e la grande metropoli. E’ doveroso citare anche la notevole fertilità dei terreni, disseminati di fontanili, non ancora passati sotto la mano divoratrice delle cementificazioni edili.
La struttura si presenta all’esterno con una lunga facciata lineare di case rustiche piene di finestrelle, mentre al suo interno sono presenti strutture cascinali come fienili, granai e stalle.
L’atmosfera che si percepisce camminando adesso in Assiano è un misto di sensazioni e sentimenti.
Dopo essere entrati nella parte di paese di proprietà dell’ALER si nota che la vegetazione ha solo preso in parte possesso del paese, infatti e’ presente un parziale fondo di cemento usato al centro del piazzale principale probabilmente per il transito di mezzi pesanti. Le case sono in uno stato di parziale conservazione, tranne le strutture della cascina come i granai, probabilmente di più antica costruzione rispetto al resto del paese. La cosa che più colpisce è la presenza di un costante rumore di vetture, data la vicinanza con una strada trafficata, situazione insolita per un luogo ormai disabitato.
Sono numerosi i piani di riqualifica di questo stupendo ed antichissimo borgo cascinale di probabili origini romane, soprattutto in ottica dell’Expo 2015, essi però sono fermati dalla mancata presentazione da parte dell’ALER del bando per la cessione del luogo, l’assenza di interesse da parte delle istituzioni ed una struttura societaria ormai lontana da questo stile di vita.
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Articolo: Stefano Stee

 Foto: Stefano Stee
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