Acerenthia - I piedi fragili - Paesi Fantasma

Vai ai contenuti

Menu principale:

Acerenthia - I piedi fragili

Paesi Fantasma > Italia > Calabria
Provincia: Crotone
Tipologia: Borgo arroccato
Stato attuale: Ruderi
Periodo edificazione: VII - V secolo a.C.
Periodo abbandono: 1844
Motivo abbandono: Epidemia e Sisma
Accesso: Su strada
Modalità di visita: Con restrizioni
Il borgo antico di Cerenzia affonda le sue radici nell’antica Grecia; il suo nome, appunto, ha derivazione greca e faceva riferimento al fiume che scorreva proprio al di sotto della collina su cui si ergeva, il fiume Acheronte. Sono molti i nomi, seppur simili, che lo hanno accompagnato durante i suoi secoli e secoli di storia:
Acerenthia, Akerenthia, Acheronthia e Cerenzia sono i più importanti.
Il borgo abbandonato dista pochi chilometri dal centro più importante della zona, San Giovanni in Fiore.
La sua storia racconta di prosperità per moltissimi secoli; fu probabilmente fondata fra il VII ed il V secolo a.C. in quella terra che all’epoca era chiamata Magna Grecia, raggiunse anche i 7000 abitanti per poi entrare in una spirale di calamità da cui non si riprese più.
La sua importanza fu tale da essere sede vescovile per quasi mille anni ed era una delle diocesi di riferimento del sud della penisola italica.
La città, secondo la leggenda, fu fondata da Filottete, antico eroe greco, oppure dalla popolazione degli Enotri, ma, come spesso accade, storia e leggenda si mescolano al punto da non sapere più quale sia l’una o l’altra.
Antichi scritti dicono che la città aveva un aspetto possente dal basso, protetta da alte mura e dalla gola del fiume Lese, che all’epoca si chiamava, appunto, Acheronte. Purtroppo oggi si hanno solo dei ruderi, anche piuttosto malmessi, il più importante è il Palazzo del Vescovado, unica struttura rimasta, per così dire, in piedi; se non altro si intuisce la magnificenza della stessa nonostante sia caduta in rovina.
Infatti, il palazzo in questione, posto al centro della città, indica che era un luogo molto ricco da proteggere; con esso vi era, nelle immediate vicinanze, la chiesa, anch’essa di una certa maestosità; La chiesa è caduta in rovina ma si possono ancora distinguere le tre navate.
Le zone attorno al borgo sono state usate per decenni come pascolo e solo negli ultimi anni è stato avviato un processo di salvaguardia attraverso la realizzazione di un parco archeologico.
La storia sancì l’abbandono di Cerenzia nel 1844 in seguito a condizioni igieniche assai precarie, dopo che la città fu flagellata, già in passato, da più epidemie.
Già nel 1528 la città fu colpita da una epidemia di peste che comportò una fuga dal paese riducendo gli abitanti a poche centinaia.
Nel 1638 e nel 1783 furono i terremoti a mettere a dura prova la città che, a causa degli ingenti danni alle strutture, andò via nuovamente presso i centri vicini.
L’ultimo terremoto, uno dei peggiori mai avvenuti nell’area, convinse gli abitanti rimasti in paese a costruire una nuova città presso la collina di fronte al vecchio abitato e, lentamente, nel corso di circa 50 anni, la popolazione abbandonò per sempre questi luoghi.
Nonostante l’abbandono risalga a meno di due secoli fa, il processo di degradazione delle strutture sembra sia stato molto più lungo; ciò dipende dalle rocce e dal clima che è presente in questi luoghi.
La roccia gessosa usata per le costruzioni è molto delicata e il clima della zona, piovoso perlopiù, ha degradato le rocce grazie alla loro maggiore solubilità.
_______________________________________________________________________________________________________________________________
Articolo: Fabio Di Bitonto

Foto:




Chiunque volesse contribuire al sito può inviare articoli o immagini all'indirizzo di posta paesifantasma@gmail.com

Se invece qualcuno volesse chiedere la rimozione dei propri contenuti dal sito, può seguire lo stesso iter, scrivendo e menzionando nella mail di quali immagini o articolo si tratti.
Copyright 2011 - 2019 ©Fabio Di Bitonto All rights reserved tutti i diritti riservati
Torna ai contenuti | Torna al menu